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Un’onda per gli irriducibili del surf sparata dai cannoni 24 ore su 24: è la Wave Cannon, l’ impianto a propulsione aria compressa installato in un’immensa piscina a Hemet, in California, a 40 chilometri da Los Angeles. Ma è Huntington Beach, sulla stessa costa, la città dei cavalieri delle onde che si esibiscono con le tavole fluorescenti in performance degne di Un mercoledì da leoni. Qui l’arrivo delle montagne d’acqua, alte anche 15 metri, è annunciato dal servizio telefonico Surfline. Sulle maniglie delle porte di negozi e ristoranti compare la targhetta “closed for waves”, chiuso per onde, le vecchie Ford Woody rombano verso la spiaggia. In un attimo lo Stato del sole perenne dimentica lo stress delle metropoli e le highway piene di smog e celebra il rito importato dalla Polinesia ai primi del Novecento. Lungo la stessa costa, nel Santa Barbara Channel, si scoprono le Galapagos californiane, un gruppo di isole che ospitano cormorani, leoni marini, pellicani. E soprattutto le balene grigie che dal Messico si dirigono verso Nord. (Informazioni sul passaggio dei cetacei al Museum of Natural History di Santa Barbara).

voglia-di-usa-9Ma il mare più insospettabile è al largo della Georgia. Le Golden Islands sono un paradiso naturalistico scoperto negli anni Ottanta da miliardari americani antelitteram, Pierpont Morgan, i Pulitzer e i Vanderbilt. Lungo 160 chilometri di costa, dalla foce del fiume Savannah al confine con la Florida si scopre Sapelo Island, la più autentica. Gli abitanti discendono dagli schiavi africani che coltivavano canna da zucchero e cotone, Cumberland island, la più meridionale, è un immenso bosco di querce, cavalli allo stato brado trottano lungo la battigia. Gli ecologisti appostati dietro i cespugli spiano le tartarughe caretta caretta che approdano qui per deporre le uova. L’albo degli ospiti illustri del l’hotel Cloister, a Sea Island, residenza del 1928 costruito in stile Rinascimento spagnolo annovera nomi come George e Barbara Bush che trascorsero qui la luna di miele, Margareth Thatcher. Anche loro, come tutti i clienti hanno regalato una quercia, al parco dell’hotel con tanto di cartellino che identifica il donatore. È raggiungibile solo in barca TheLodge a Little St. Simons Island, l’hotel di atmosfera immerso in un parco di 10mila acri delimitati da sette miglia di spiaggia cosparsa di conchiglie. Può ospitare al massimo 30 ospiti nelle 15 guestroom ricavate in cinque cottage. Attorno, distese di salici, rifugio di aironi bianchi come neve.

 

voglia-di-usa-8L’America è anche una sfida per i più avventurosi. Ha percorso 4800 chilometri in un mese sulle strade tra l’Oregon e la Virginia sullo skateboard. Ma Jack Smith è solo uno dei tanti americani che ogni anno si cimentano in imprese estreme. Come Christopher Swain che ha nuotato nel fiume Columbia per raggiungere la foce nel Pacifico dopo 13 mesi (e 800mila bracciate).

 

voglia-di-usa-4Foreste da attraversare, fiumi gelati da superare, pareti rocciose da scalare. E grizzly da evitare. Sono la palestra naturale della National Outdoor Leadership School di Lander, un piccolo paese nelle Montagne Rocciose, l’università delle scuole di sopravvivenza frequentata ogni anno da tremila appassionati. Si marcia con pesanti zaini in spalla con l’attrezzatura da pesca, la tenda, sacco a pelo, piccozze e il necessario per imparare, in un periodo di due settimane o tre mesi al massimo, le tecniche del trekking, dell’alpinismo, della pesca e del kajak. Sveglia all’alba e l’unica comodità, di notte, dopo ore di addestramento, di potersi riposare in un piccolo albergo.

 

voglia-di-usa-7L’America della Grande Avventura e dei panorami alla Zabriskie Point sopravvive a White Sands, il più grande deserto di gesso del mondo che si apre tra le catene montuose del New Messico: 450 chilometri quadrati a quota 1100 metri sul livello del mare, abitati da coyote, leoni di montagna, avvoltoi. Ma sono le dune le vere protagoniste, create 10mila anni dall’erosione di una montagna, e modellate dai venti di sud ovest in candide colline alte anche 20 metri.

 

voglia-di-usa-10È nato invece dall’acqua di un ramo del Mississippi, cinque secoli fa, Lake Martin, nella profonda Louisiana, regno della cultura cajun, i discendenti dei francesi cacciati dal Canada dagli inglesi. È uno degli ultimi paradisi naturali: niente uffici turistici, cartelloni pubblicitari, ristoranti eleganti. E neppure hotel, ma solo camere in affitto presso vecchi cacciatori che attraversano gli swamp, gli immensi acquitrini costellati da ninfee e tronchi di cipressi, per andare a caccia di alligatori e anatre.

 

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