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L’ultimo Caribe è lontano da Providenciales, l’isola principale colonizzata dal turismo, ha i colori turchesi della grande laguna di North Caicos, isola selvaggia nell’arcipelago delle Turks & Caicos, ma anche la spettacolare sfilata di cactus, i turks head con la protumberanza rosso fuoco simile al fez turco che hanno dato il nome all’arcipelago.

 

Middle Caicos, la più autentica

turk-caicos-art-4Nel villaggetto di Kew ci sono solo poche case, la scuola, e il Post Office. Al centro della collana di 40 isolette protette da vastissima barriera corallina, Middle Caicos, piattaforma di ficus e palme nane, la più autentica, è abitata solo da poche centinaia di abitanti. Sulla costa nord, le scogliere si aprono su grotte spettacolari come Conch Bar, dove si alzano cattedrali di stalattiti e stalagmiti (nella foto a destra), un tempo santuario degli indios Lucayan.

 

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Piantagioni di cotone e barche tradizionali

Si trova qui uno dei pochi luoghi storici dell’arcipelago, la Wade’s Green Plantation, una piantagione di cotone in cui lavoravano fino al 1834 gli schiavi africani. Gli arbusti si insinuano tra i muri della casa padronale, circondata da agavi, piante di cotone sopravvissute e i grossi pentoloni di ferro usati per i pasti. Mac il tassista, discendente dei piantatori neri, mostra l’antico quartiere degli schiavi: non c’è nulla da vedere, solo poche rovine, un mondo arcaico avvolto dal silenzio, di grande fascino. Unico ristorante il baracchino dipinto di giallo di Daniel’s, pochi tavoli, qualche piatto isolano, annunciato da una decina di modellini di barche tradizionali, in legno, accanto alla porta. Sono le protagoniste della regata che si tiene ogni anno a febbraio a Bambarra beach: con le vele gonfie dal vento le barchette invadono la baia, una moltitudine di punti colorate, accompagnate dal tifo dei proprietari. 

Grand Turk

turk-caicos-art-6L’isola di Grand Turk, capitale dell’arcipelago, è al di là del Columbus Passage, il canale di 22 miglia che si inabissa per duemila metri. Anche in questo caso, basta una giornata per scoprire quest’isola lunga 9 chilometri e larga un chilometro e mezzo. Ammarò qui, a un miglio dalla costa, nel 1962 l’astronauta John Glenn, il primo americano a orbitare attorno alla terra. E si innamorò di quest’isola sperduta, scegliendola per una vacanza. A sud la bellissima Governor’s Beach dominata dalla casa del governatore e subito dopo la smagliante White Sands Beach. A nord, North Creek, un profondissimo fiordo, rifugio contro gli uragani, con il faro di un secolo e mezzo.

 

Per le strade di Cockburn Town

Ma soprattutto vale la pena passeggiare per le stradine racchiuse tra mare e saline, una sfilata di case ottocentesche a Cockburn Town, fondata nel 1776 da mercanti bermudiani, tra la vecchia chiesa anglicana di Saint Thomas, la biblioteca Vittoria, e il museo zeppo di reperti sulla storia dell’arcipelago. Non accetta più ospiti, ma solo location di film, soprattutto di pirati, la Turks Head Mansion, affascinante albergo ricavato in una dimora ultracentenaria di un signore del sale con il bar in legno invecchiato, locandine alle pareti delle pellicole girate nell’arcipelago. Si allunga sulla spiaggia il ristorante il Water’s Edge, specializzato in cucina locale, conch innanzitutto al curry o alla creola, ma anche aragosta, granchi e cernia alla griglia. Approda qui anche qualche cargo corroso dal sale che fa la spola tra l’isola e Santo Domingo, inaffidabile rispetto delle puntuali compagnie di Miami che riforniscono l’arcipelago di tutto il necessario (qui non si produce niente).

 

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L’oro bianco di Salt Cay

Cinque minuti di volo separano Grand Turk da Salt Cay, sette miglia a sudovest, 60 abitanti, un albergo e qualche pensione, un centro diving, l’aereo che atterra in mezzo alle saline. L’oro bianco è stato per secoli la vera ricchezza dell’arcipelago. I bermudiani che approdarono qui nel 1645 cominciarono a estrarre il sale con un complicato sistema di canali e mulini a vento. L’immagine della White House, l’antica dimora dei piantatori, si staglia contro il cielo caraibico carico di nuvole. Solo qualche fotografia e due letti a baldacchino testimoniano l’epoca in cui l’isola dava lavoro a 400 persone e una nave faceva la spola con gli Usa e Bermuda.

 

Fondali ricchissimi e balene

turk-caicos-art-9Oggi approdano qui i sub dagli Stati Uniti e dall’Europa per esplorare i ricchissimi fondali. A bordo delle barche de Salt Cay Divers che organizza immersioni e snorkeling, si raggiunge il relitto dell’Endeymon, nave inglese affondata qui nel 1790: attorno, un giardino variopinto di coralli, pesci e gorgonie. Ma lo spettacolo più emozionante è tra febbraio e marzo, quando a 300 metri dalla costa si avvistano enormi spruzzi d’acqua. Sono le megattere che, a centinaia, transitano dall’Atlantico settentrionale verso le acque tiepide del romantico Caribe. 

 

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