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È la location di kolossal come Scipione l’Africano del 1937, (famoso per l’orologio al polso dei centurioni), ma anche Divorzio all’italiana con Mastroianni, La voglia matta con Ugo Tognazzi, fino a Compagni di scuola e Manuale d’amore di Verdone, Non ti muovere di Sergio Castellitto. Tutti ambientati tra la sabbia e le ville spettacolari della cittadina sorta dal nulla nel 1934 in meno di un anno nell’Agro Pontino bonificato, disegnata in stile littorio da architetti razionalisti di fama.

 

sabaudia-art-2Dune come in California

Ma la vera attrazione di Sabaudia, 90 chilometri da Roma, nel Parco del Circeo sono i quindici chilometri di dune, 200 metri di larghezza, alte fino a 27 metri, e di spiaggia finissima dorata. Una California con i surfisti che sfidano le onde di un mare più simile all’oceano che al Mediterraneo, ma anche “un posto che mi ricorda l’Africa, tra i lontani monti azzurri e le acque addormentate della laguna” ha scritto Moravia che fu proprietario di una delle 150 ville, quasi tutte bianche in stile mediterraneo, concentrate lungo i sei chilometri di dune più vicini al promontorio del Circeo, attraversate da gradinate in legno per raggiungere la battigia.

 

Iniziarono gli intellettuali

sabaudia-art-5I pionieri si chiamano Pasolini, Emilio Greco, Vittorio De Sica, Federico Fellini, Mario Schifano, Bernardo Bertolucci, Anna Magnani e tanti altri che arrivarono qui negli anni Cinquanta. Palazzinari e edilizia di massa sono stati tenuti a bada dalle amministrazioni comunali e dal Sabaudia people, quasi un movimento d’opinione che ha a cuore la vacanza esotica a un’ora da Roma. Come Giovanni Malagò, Carlo Verdone, Carmen Llera Moravia, Enzo Bettiza, Barbara Palombelli, quasi una colonia romana. «Guai a venirci in agosto, metà luglio al massimo, e poi settembre e i weekend in inverno, meravigliosi. Sono i momenti in cui non si deve combattere con spiagge o posteggi che scoppiano, il temibile gioco dei racchettoni e dal kitesurf», racconta Paolo Giaccio, una vita in Rai, casa spettacolare annunciata da un déhors in legno dove organizza raffinati spuntini pieds dans l’eau. Nei tratti di spiaggia libera e negli stabilimenti balneari doc, si svolge la dolce vita di Sabaudia.

 

 

sabaudia-art-4Mangiare bene, una tradizione locale

Bagni di mare e di sole, lettura dei giornali e l’immancabile sosta nei vari chiringuito, come la Spiaggia, dove si è accolti da carpacci di pesce e couscous, mozzarella rigorosamente di bufala. Ma la vera istituzione è il ristorante dei Bagni Saporetti, i più antichi, che sfiorano il Circeo. Ai tavoli con le tovaglie a quadretti illuminati da lampade in giunco, vanno in scena spaghetti alla Checca o ai fiori di zucca e scampi, ricciola al forno, sauté di frutti di mare. Sulla spiaggia davanti si svolgono forsennati trofei di beach volley aperti anche a sportivi occasionali. Ha un passato glorioso l’hotel Le Dune. Era il ritrovo di scrittori come Arbasino di registi come Antonioni con Monica Vitti, del regista Bertolucci che ha girato qui La luna e amava passeggiare sulle spiagge al tramonto con il pittore Schifano. A pochi minuti, si raggiunge Torre Paola, la torre saracena sul porto-canale romano, sul lago di Paola, lungo circa sette chilometri e frastagliatissimo con i suoi sei fiordi: gli ambientalisti si sono opposti all’idea di tagliare la duna per trasformarlo in un porto turistico. Il permesso di navigazione, e anche quello di pesca, viene concesso in genere senza difficoltà ai turisti, che possono ormeggiare le piccole imbarcazioni da diporto presso “la Darsena”, un imbarcadero sull’estremità del lago più vicina al Circeo.

 

La storia qui si può toccare

sabaudia-art-3Attraverso un canale, onde permettendo, si esce in mare aperto. Un braccio del lago ospita il piccolo cinquecentesco santuario di Santa Maria della Sorresca, meta ogni lunedì dopo Pentecoste di una suggestiva processione a piedi da san Felice Circeo. Dal santuario, a bordo dell’apposito barcone, si può navigare fino alla sponda orientale del lago: qui, nel cuore di un bosco di 45 ettari si nasconde la villa dell’imperatore Domiziano, del I secolo dopo Cristo. Ci sono le terme, gli edifici balneari, il piccolo teatro e il giardino interno che ospitava un ninfeo ornato di statue e fontane, mosaici. Ma la vera meraviglia sono le cisterne, intatte con la straordinaria rete di opere idrauliche. Un sentiero che si inerpica sul promontorio del Circeo attraverso un rigoglioso bosco di lecci, raggiunge dopo due ore di cammino, il Picco di Circe.

 

sabaudia-art-1Sotto l’occhio della maga Circe

Sulla cima, tra i cespugli, si intravedono i ruderi complesso del tempio dedicato alla celebre Maga. Gli 8500 ettari di verde del Parco, una distesa di macchia mediterranea, gigli selvatici e canneti, sono il rifugio di daini, cinghiali, volpi e un’enorme varietà di uccelli. Un paradiso per gli appassionati di birdwatching, che possono osservare voli di falchi pellegrini, ghiandaie marine, gruccioni. Nelle giornate nitide lo sguardo spazia sulla pianura pontina, i laghi costieri, i Colli Albani, le catene montuose dei Lepini, e, di fronte, l’isola di Ponza.

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