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L’appuntamento è la Tayelet, in ebraico la passeggiata, spiaggia di sabbia bianca lunga 14 chilometri, dove si affacciano caffè e ristoranti frequentati dal melting pot più sorprendente del pianeta, donne velate accanto a ragazze in bikini, ciclisti, studenti, uomini d’affari, ognuno con i suoi riti.

 

Surfisti, gay e jeunesse dorée

Ma c’è anche chi preferisce la storica e popolare Metzitzim, mentre gli ebrei ortodossi si rifugiano in quella ai piedi dell’hotel Hilton, riservata a giorni alterni a soli uomini e sole donne. Più in là, i gay posano gli asciugamani non lontano dalla piscina Gordon. La Frishman è young & cool, a Charles Clore Beach si fa picnic, Alma beach è colonizzata dai surfisti che si ritrovano al Manta Ray. Al tramonto la jeunesse dorée si concentra a Banana Beach. Si balla al ritmo di canti israeliani tradizionali alla spiaggia Gordon il sabato mattina, si beve una coppa di champagne davanti all’azzurro del Mediterraneo al roof bar del Sublet (6 Koifman Street), si dorme in un palazzo stile Bauhaus chic contemporaneo nell’ hotel di design TVL88.

La rocca di Jaffa

Gli anni Trenta si respirano lungo il viale Rothschild e nei caffè della via Sheinkin come il Tamar preferito dagli intellettuali. Una delle poche tracce di storia sono i campanili, i minareti, i conventi della rocca di Jaffa, con il porto forse più antico del mondo. Ma è protetto dall’Unesco il dedalo di strade e i palazzi razionalisti total white accanto ai grattacieli in vetro e acciaio della new economy di questa città profumata di mare e di libertà che ha poco più di cent’anni. È una sfilata di gallerie d’arte il quartiere bohemien Neve Tzedek punteggiato di patios fioriti. Un trionfo di colori e aromi annuncia il mercato di Shouk Ha-Carmel.

 

La movida

La movida più effervescente è a Lilienblum: vibra delle note del rock alternativo l’Abraxas aperto fino all’alba, musica elettronica a Barzilay, nella zona industriale. Laica, giovane, trasgressiva e modaiola, libera da miti e ideologie, Tel Aviv, europea e levantina, mix di sashimi e fellafel, è un laboratorio che si inventa il futuro. Fondata da un gruppo di pionieri che si sorteggiarono i terreni un secolo fa, è la terza migliore città di Africa e Medio Oriente secondo il magazine Travel+Leisure, capitale del divertimento per la rivista Forbes. A soli 80 chilometri, la millenaria Gerusalemme, dove l’aria è intrisa di incenso, ti annienta col suo passato.

 

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