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Gli alti cactus a candelabro, i kudushi, sfidano il cielo azzurro spazzato dagli alisei. Sulla distesa di sabbia interrotta da un mulino a vento e dalle casette dei cercatori d’oro volteggia un rapace. Un paesaggio da western annuncia Aruba, allungata come una foglia a 19 miglia marine dalla costa del Venezuela da cui prendono il largo le golette scurite dal tempo che approdano qui piene di pesci e frutti offerti ai passanti con le dolci parole del papamiento, miscuglio di spagnolo, portoghese, olandese, colorato di frasi africane.

 

aruba-4Dalle torrette delle barche da pesca invece gli yankee inseguono i marlin sentendosi Hemingway per qualche ora. Sulla spiaggia di Palm Beach, 8 km di sabbia bianca, un tempo citata dal Miami Herald tra le dieci più belle del mondo, si affacciano i templi dell’accoglienza della Las Vegas dei Tropici, il cuore in Olanda e lo sguardo verso l’America e i dollari investiti a fiume nel casinò di Oranjestad, la capitale fondata nel 1600 dai mercanti della Compagnia Olandese delle Indie Occidentali.

 

aruba-8Ma per fortuna l’industria del gioco non è l’unica suggestione dell’isla inutil come la battezzarono i primi coloni spagnoli. Dal 1 al 7 luglio arrivano da tutto il mondo centinaia di surfisti per la spettacolare regata Hi Wind. E si allenano sulle tavole colorate spinte dal vento di nord est che può raggiungere i trenta nodi al largo di Fisherman’s Hut, Manchebo Beach o Boca Grande verso l’estrema punta orientale. Il vincitore premiato con migliaia di dollari può raccontare l’impresa al Charlie Bar di Saint Nicolas, uno dei 10 migliori del Caraibi, tappezzato di targhe e souvenir, dove si gusta il Fresh jumbo Shrimp platter, si beve birra ghiacciata e si ascoltano storie di nomadi irrequieti.

aruba-9Ma la dolce vita di Aruba è altrove, nelle spiagge dove le tartarughe monitorate dai volontari dalla Fondazione Turtugaruba ritornano ogni anno a deporre le uova, nei piccoli alberghi in riva al mare con le verande dove dondolarsi sulle amache cullati dalla brezza, nello snorkeling attorno al relitto di Antilia, la nave tedesca affondata alla scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Gli sportivi si lasciano scivolare lungo le bianche dune dell’Arikok National Park, abitato da capre, asini e iguane attorno al monte Yamanota, neppure 200 metri. Alle spalle, la distesa del cunucu, la campagna deserta punteggiata di divi divi, l’albero nazionale. Gli alberi europei non attecchiscono, dicono gli isolani, il suolo ne consuma le radici.

 

aruba-7Leggende e storie fantastiche di fortune e illusioni si intrecciano tra Bushiribana e Balashi, le struggenti città morte dei cercatori d’oro scoperto nel primo Ottocento e estratto per un secolo. Banchi di pesci volanti color argento volano rapidissimi a un paio di metri di altezza e scompaiono nell acque turchesi davanti al Natural Bridge, un arco naturale di corallo sospeso nel blu. Anche il popolo dei casinò ha la sua ultima spiaggia: all’alba gli irriducibili del black jack raggiungono Eagle Beach dove un baretto in legno li attende per l’immancabile rito: vincitori e vinti bevono un rum punch colorato in riva al mare quieto, complice.

 

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© Sailing & Travel Magazine 2014 – Riproduzione Riservata

 

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