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Hanno un nemico temibile, l’inquinamento luminoso. Ma i nomadi a caccia di stelle non si perdono d’animo e inseguono gli astri nei luoghi più romantici del mondo. Su più di metà del territorio italiano non scende più una vera notte, migliaia di bambini di Parigi, Roma o Londra non hanno mai visto la via Lattea, un privilegio concesso a meno del 10 per cento degli inglesi, dicono alla British Astronomical Society che da anni si batte per liberare il cielo dalle luci.

 

La volta celeste è veramente dark (grado 2 della scala Bortle che misura l’inquinamento luminoso) a La Palma, un’isoletta ricoperta di bananeti riserva della Biosfera dell’Unesco, nell’arcipelago delle Canarie a metà strada tra Africa e Sud America. Grazie al rispetto delle “leggi del firmamento” che sull’isola vietano le rotte aree, girare in auto la sera con le luci accese, limitando l’uso dell’energia elettrica. Tanto che lOsservatorio del Roque de los Muchachos a 2426 metri è il più famoso dell’emisfero nord. Da raggiungere in un’escursione di un’ora tra agavi, avocado e palme. Attorno, le forme avveniristiche dei telescopi di mezzo mondo, fra cui quello italiano dalla stazione Galileo Galilei.

 

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Ma tutta l’isla bonita, come la chiamano gli abitanti, è una scoperta. Dalle luccicanti spiagge nere di Los Cancajos con alberghi completamente immersi nella natura, come L’Hacienda San Jorge, al canyon come Barranco de Agua, al seicentesco Palacio de Salazar, il cinquecentesco Municipio della capitale Santa Cruz che ospita una colonia di italiani incantati dalla natura e i ritmi di vita, clienti assidui di Casa Goyo dove si mangia il miglior pesce dell’isola. In California, nel Joshua Tree National Park, l’Andromeda Astronomical Society organizza ogni mese una festa per osservare il cielo. Come in molti altri parchi dell’area, l’attrazione principale è la brillantezza della via Lattea.

 

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Si cambia emisfero per ammirare la Croce del Sud. In Australia l’appuntamento dei cacciatori di stelle è a Wiruna dove tutto il territorio è attrezzato con alloggi per ospitare i visitatori. In Egitto, invece, nel cuore del deserto orientale alle spalle di Berenice, inoltrandosi con la jeep, dal primo pomeriggio al tramonto si avanza tra sfilate di dune, boschetti di acacia, wadi, accampamenti beduini dove si assaggia un profumato tè allo zenzero. Quando scende la notte, soprattutto se non c’è la luna, seduti in cerchio sui cuscini, circondati dalle montagne, si sorseggia il tè offerto dai beduini e si alzano gli occhi per guardare il Carro, si fruga il firmamento inseguendo una nebulosa, si vede  sorgere Venere. Il tutto nel buio assoluto. Succede affidandosi a Thomas Krakhofer, un astronomo austriaco che organizza l’Astrotour e punta una pistola laser fino a toccare le stelle per illustrare le costellazioni.

 

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Mentre a Fregate Island, una delle isole più esclusive del mondo, nell’arcipelago delle Seychelles, tre chilometri quadrati di palme, alberi del pane e manghi, costellati delle più belle spiagge tropicali si può approfittare del telescopio di alta tecnologia, il Celestron Ultima 2000, installato sopra Anse Park. Gli unici rumori sono quelli delle onde e il coro degli uccelli. L’osservazione avviene tra una portata e l’altra di un’incantevole cena a tema astronomico, servita sulla postazione stessa  accanto a esperti scrutatori di stelle. Nessuna attrezzatura, ma emozioni garantite nello stesso arcipelago sotto la calotta celeste di Desroches, sperduto paradiso del barefoot luxury, dove si sono nascosti William e Kate Middleton che di certo la sua buona stella l’ha trovata. 

 

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