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Non sono i camerieri in livrea con i vassoi colmi di cocktail a rendere attraente un luogo di mare, ma le dune, gli uccelli marini, gli asfodeli che spuntano nella sabbia. Almeno secondo il presidente Wwf Italia Fulco Pratesi. Ingredienti di molte spiagge sarde, incastonate in 1843 chilometri di costa, davanti a più di 400 isolotti e piccoli arcipelaghi. Un patrimonio che Lega Ambiente tenta di difendere dalla bulimia speculativa di immobiliaristi di tutto il mondo. Il paradiso non può attendere.

sardegna-sud-art-5Il paradiso inizia a Villasimius
La scoperta dell’ultimo paradiso inizia da Villasimius. In direzione Costa Rei sulla S.P.18, lungo la costa selvaggia del Sarrabus, si supera la bellissima Cala Pira, di candida sabbia, con acque trasparenti, allo sbocco sul mare di una valle pianeggiante: sul promontorio, la torre seicentesca, ben restaurata. Subito dopo, la spettacolare Cala Sinzias, al km 13, penalizzata purtroppo dal campeggio: ci sono un paio di chioschi per uno spuntino. Ma la spiaggia vale comunque una deviazione: ampia, riparata dallo scirocco, più di un chilometro di sabbia fine, racchiusa tra due promontori rocciosi, che degrada nell’acqua trasparente. Alle spalle, dune, macchia mediterranea e pini marittimi. Davanti, l’isola di Serpentara e quella di Cavoli, annunciata dalla torre a strisce bianche e nere del faro: fa parte dell’ area marina protetta di Capo Carbonara, profumata di cisto e rosmarino. I subacquei si immergono sopra gli ampi ventagli delle gorgonie rosse, tra sciami di pesci Anthias.

sardegna-sud-hotel-spiagge-san pietroMezzaluna caraibica
Ritornando sulla terraferma, dopo circa un chilometro, una stradina porta alla spiaggia di San Pietro, spettacolare, una mezzaluna di tre chilometri di sabbia bianca finissima affacciata su un mare turchese, racchiusa da un anfiteatro di montagne. Non è deserta: la parte ovest è occupata dagli ombrelloni blu dell’hotel Spiagge San Pietro, a 300 metri circa dal mare, aperto un paio di anni fa. Una sfilata di piacevoli costruzioni in stile mediterraneo, dai colori pastello, su due piani, con patio a piano terra e balcone al primo piano. Sulla destra, il Maklas, un padiglione in legno di forma esagonale, è un ristorantino in riva al mare, specializzato nella cucina di mare. Alle spalle, la catena montuosa dei Sette Fratelli che si innalza oltre i mille metri, attraversata dalla statale 125 che costeggia il canyon percorso dal Rio Cannas, un torrente d’acqua limpida che si insinua tra i graniti rosati, dove si può fare il bagno. Tra ginepri secolari, corbezzoli, enormi lecci si nasconde una numerosa colonia di cervi. La foresta si può visitare a piedi, partendo da Muravera (informazioni presso la caserma forestale Canali Omus, tel. 070/9930545 ). Da non perdere una sosta al ristorante Su Talleri, a Villaputzu, che offre la vera cucina sarda, apprezzata anche dai locali. Dalla fregola, la tipica pasta, con anemoni di mare o con bottarga e arselle, alle grigliate di pesce. A 10 chilometri, in località Canne Frau, ottimi il mirto e il miele, ma anche il limoncino e il filoferru dell’azienda Bresca Dorada.

sardegna-sud-art-4Le superstar: Tuerredda e Cala Cipolla
Regala emozioni tropicali anche cala Tuerredda, nella lunga insenatura di Capo Malfatano, ricoperto di ginestre e oleandri. Si raggiunge sulla provinciale da Cagliari verso capo Teulada, inaccessibile per la presenza del poligono della Nato. Promontori, insenature, coste a picco ricoperte di macchia mediterranea, torri costiere, spiagge, calette e mare smeraldo, si alternano lungo tutto il percorso che ricorda le coste atlantiche, tormentate dalle tempeste più che le tranquille baie mediterranee. Un chilometro dopo Sa Perda Longa, si incontra sulla sinistra la strada per la cala. E’ una delle più belle della Sardegna. Lo spettacolo è un piacevole dejà vu: acque trasparenti, sabbia bianca fine come il borotalco, una sola casa di un superfortunato. Davanti, l’isola dallo stesso nome, da raggiungere in canoa o con una lunga nuotata. Per mangiare, a Teulada, l’Antica trattoria del Vico mette in tavola buonissime panadas di anguille, di carne o di formaggio e la saporitissima cassola, la zuppa di pesce locale.
Proseguendo lungo la litoranea che attraversa il territorio di Domus de Maria, all’altezza dell’hotel Chia Laguna si svolta a sinistra verso le spiagge principali, e, dopo 700 metri ancora a sinistra. Al bivio per la spiaggia di Su Giudeu si prosegue percorrendo 1 km di strada bianca: ecco la spiaggia di cala Cipolla. E’ una delle più suggestive spiagge del litorale, una piccola lingua di sabbia bianca bagnata da un mare incredibile per trasparenza e sfumature. in un’ insenatura creata da due promontori di granito che si chiudono ai lati, delimitandola quasi come una piscina naturale. Sulle dune attorno crescono lentischi e ginepri. Nessun servizio in spiaggia, ma un chiosco vicino al parcheggio. Da Cala Cipolla parte una sterrata che costeggia il mare e in mezz’ora porta al faro di Capo Spartivento: è un luogo affascinante e solitario, proprio a picco sulla scogliera e circondato dalla macchia mediterranea. Le rocce di Capo Spartivento sono le più antiche della Sardegna e quindi tra le più vecchie d’Europa. Prende il nome dal capo l’hotel Spartivento, un tre stelle in pietra con piscina: il mare si raggiunge con la navetta.

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