Quando ho più tempo, in genere cambio scenario e vado a correre nel Brooklyn Bridge Park, perché il panorama è davvero ineguagliabile. 

 

Da Astor Place prendo la linea 6 della Subway, scendo alla stazione di Brooklyn Bridge/City Hall e da lì comincio il warm up, percorrendo (con passo di “jogging” moderato) tutto il Brooklyn Bridge, che è lungo 1.825 metri. Per evitare la folla di turisti (soprattutto d’estate) cerco di arrivare prima delle 9 del mattino. Nella bella stagione, durante il weekend, è meglio essere già sul ponte addirittura entro le 8, altrimenti non si riesce neppure a camminare e si rischia di essere travolti dai ciclisti imbufaliti dal traffico pedonale. Lo skyline di Lower Manhattan, visibile lungo il waterfront di DUMBO e Brooklyn Heights, oggi esibisce pure delle spettacolari novità. 

 

Facce nuove nello skyline

Il “neonato” più famoso è ovviamente il grattacielo del “One World Trade Center” (in principio soprannominato “Freedom Tower”), che ha preso il posto delle Twin Towers. Piace a pochi, ma è già un’icona della Big Apple post 9/11 (undici settembre). L’altro è “NY by Ghery”, una torre residenziale disegnata dall’archistar Frank Ghery. Le tre facciate metalliche ondulate, che assomigliano a un drappeggio di taffetà, riflettono la luce e, soprattutto all’alba, creano dei riflessi che mi affascinano. Sono appena quattro anni che il litorale di Brooklyn, nei quartieri di DUMBO e Brooklyn Heights, è passato da area derelitta ad una fase post-industriale felice ed eco-sostenibile, diventando un parco di 34 ettari lungo 2,1 km, con installazioni artistiche, alaggio per kayak, campi sportivi, prati, piste ciclabili, aree pic-nic & barbecue, spiaggia e chioschetti di street food e gelati. Le decrepite banchine, che erano in disuso dagli Anni 80, sono state quasi tutti ristrutturate, diventando ormai parte integrante di questo parco sull’acqua, votato alle attività sportive, marittime e culturali. 

 

Altro che BPT, qui si punta sul BBP

Il Brooklyn Bridge Park (BBP) è ormai la “verde Riviera di Brooklyn”. Uniti alla bella esplanade, i sei “pier” creano un percorso perfetto per correre nel vento e a pelo d’acqua, ammirando schooner, chiatte o piccoli traghetti che solcano l’East River. In effetti – facendo jogging – si possono anche ammirare bei ragazzi e belle ragazze che giocano a beach volley o pallacanestro… Siccome il BBP ha un’estensione lineare minore dell’Hudson River Park, oltre a fare running sull’esplanade e sui moli, in genere proseguo lungo la pista ciclabile che punta a sud verso il Cruise Terminal, nel quartiere di Red Hook. Poi rifaccio tutto il percorso a ritroso e mi fermo per lo stretching al Fulton State Park, un’altra tranche del BBP situata fra il ponte di Brooklyn e il Manhattan Bridge.

 

E dopo la corsa, di corsa a rifocillarsi

L’epilogo perfetto dopo una bella mattinata di allenamento è un brunch da Miso Sushi (40 Main St., DUMBO, tel. 001 718-858-8388, Prezzo medio: da 20 dollari), il piccolo (e ottimo) ristorante giapponese di Main Street che fa anche take away. I miei piatti preferiti sono i “lussuriosi” Passion Roll (salmone, papaya, avocado, granchio piccante e caviale nero) e i Fantastic Roll (tempura di spigola cilena, avocado, mango, capesante e caviale). Se non fa freddo, il sushi me lo vado a mangiare sdraiata sul prato davanti al Jane’s Carousel, la giostra vintage. Un altro ristorantino d’atmosfera per un pasto saporito dopo l’allenamento è Gran Electrica (5 Front St., DUMBO, tel. 001 718 8522700. Prezzo medio: 25 dollari, www.granelectrica.com), una bettola messicana in un brownstone vicino al Brooklyn Bridge. I parati hanno disegnini di teschi, dal soffitto pendono lampadari di ferro battuto e si mangia su tavoli di legno riciclato. Il menu propone anche alcuni piatti di street food marinaro che adoro, come le ceviches (insalate di pesce crudo marinato in succo d’arancia), i tacos ripieni di pesce e i cocteles de mariscos (cocktail di calamari, seppie, polpi, cozze e altri molluschi).

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