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È l’harbour ottocentesco, dove attualmente sorge il mercato del pesce, la vera attrazione di Halifax, capoluogo della Nuova Scozia, terra di pescatori, pionieri e pirati, ai piedi di una collina che domina uno dei più lunghi porti naturali del mondo. Le Historic Properties, antichi edifici in legno e pietra che ospitavano i magazzini sono stati trasformati in una sfilata di localini a pelo d’acqua, come Salty’s, perfetto per una grande bouffe di crostacei. Mentre il Pier21, appena convertito nel Canadian Museum of Immigration, ha rappresentato quello che è Ellis Island per gli USA, quando tra il 1928 ed il 1971 attraccavano le navi cariche di immigrati dall’Europa.

 

Storie di mare e naufragi

nova-scotia-20Si ascoltano storie di mare e naufragi nei locali intrisi di birra e fumo da Tempesta perfetta, come il mistero di Sable Island, una striscia di sabbia di 40 chilometri al largo di Halifax, tristemente nota per i 500 relitti, velieri, golette, che affonda lentamente destinata a scomparire negli abissi. Halifax è stata anche la prima ad accogliere i sopravvissuti del Titanic. Reperti del più importante naufragio del secolo scorso sono conservati al Marittime Museum of the Atlantic, sul lungomare, accanto a oggetti e strumenti della vita in mare e alla costruzione delle navi (1675 Lower Water Street). In cima alla collina, la Citadel Hill, fortezza a forma di stella dell’epoca coloniale britannica ospita un museo di storia. Parte da Halifax l’itinerario lungo la Lighthouse Route, la 333, la spettacolare litoranea che corre verso sud ovest fino a Yarmouth tra porticcioli dalla casette pastello, una trentina di fari storici che stanno di vedetta sull’oceano, isolotti al largo.

 

Peggy’s Cove, il faro come una modella

nova-scotia-6È fotografato come una modella di Vogue il faro di Peggy’s Cove bianco e rosso, a una quarantina di chilometri, che ospita un piccolissimo ufficio postale, dove è possibile acquistare un annullo speciale. Location imperdibile di artisti e fotografi. anche  il villaggio di pescatori abbarbicato sulla scogliera, tra reti e ceste di pesci, minacciato dalle insidiose onde sollevate dall’Oceano, come avvertono i cartelli qua e là. Da cartolina, secondo il New York Times, anche Mahone Bay che si incontra a qualche chilometro, annunciata dalle tre chiese secolari che si specchiano nell’acqua del porticciolo, una accanto all’altra, e le belle dimore d’epoca nelle stradine come Oakland Road. Si affaccia su Mader’s Cove il delizioso b&b Edgewater, in una bella casa in legno bianco, tre stanze arredate con gusto e veranda con splendida vista sulla baia, colazione gourmande e una casetta con cucina per due.

Una tavolozza di colori

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A pochi chilometri, la cittadina coloniale di Lunenburg, protetta dall’Unesco, una tavolozza di colori dove in cima ai pali della luce è appesa di volta in volta una scultura in ferro smaltato di un’artista isolana, rigorosamente a soggetto marino. Risalgono al Settecento le casette che ospitano caffè di tendenza e gallerie d’arte, come Anderson specializzata in fotografia artistica contemporanea, mentre Windbag Blew To Green realizza stravaganti borse utilizzando vele di barche famose con tanto di etichetta con il nome del veliero. In una dimora vittoriana  sulla collina che domina il porto si nasconde il Boscawen Inn, fascinoso b&b arredato con mobili di antiquariato, nel cuore del borgo si affaccia il Mariner King Inn, in un’altra dimora storica, con un eccellente ristorante specializzato in pesce. C’è il  tocco francese nei piatti di Fleur de sel, nel cuore del borgo, rinomato per il brunch della domenica.

 

Due chilometri di sabbia bianca

nova-scotia-16A Shelbourne, la prossima tappa, si passeggia per rue Dock, una sfilata di edifici settecenteschi magnificamente restaurati. Come il Cooper’s Inn, settecentesco b&b costruito da un ricco mercante, otto camere arredate con mobili d’epoca, letti a baldacchino, alcune con vista sul mare come la Harbour Suite. Il viaggio prosegue tra distese verdi, boschi di aceri. A Lockeport, si scopre un piccolo gioiello lungo l’antica strada 3: è Crescent beach, due chilometri di sabbia bianca frequentata da cormorani, aironi, gabbiani, rappresentata un tempo sui biglietti da 50 dollari canadesi. Si sente il respiro dell’oceano nei bungalow in legno di Ocean Mist, basic, ma proprio sulla spiaggia, il mare a pochi passi.

 

 

Scogliere e scorci drammatici

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A Port Mouton che si incontra a qualche chilometro, si costeggia l’Annexe cotière de Kejimkujik, parco nazionale, una sfilata di scogliere tormentate, scorci drammatici, calette di sabbia incastonate. E, qua e là, sentieri e passerelle per immergersi nel paesaggio. Liverpool nel 1700 era un covo di corsari al soldo dell’Inghilterra. Qui si visita l’ottocentesco Fort Point Lighthouse Park, uno dei fari  più antichi. Da Barrington Passage che si incontra subito dopo, la strada 330 porta attraverso un ponte di un chilometro a Cape Sable Island, popolata di uccelli come il piviere fischiatore, specie in via di estinzione con il faro di Cape Lighthouse, il più alto della Nuova Scozia, e magnifiche spiagge di sabbia bianca come Stanley Island e Hawk Beach.

 

Per i gourmet

nova-scotia-18La strada corre verso Yarmouth, il porto più importante. La città non ha un fascino particolare, ma è una tappa imperdibile per i gourmet per le promesse mantenute dei vari ristoranti come Rudder’s Seafood riforniti dall’impressionante flotta di pesca che porta i segni delle sfide con l’oceano. Ma la sorpresa è Stanley, sulla spiaggia, appena fuori dall’abitato, annunciato dai vapori che salgono dal pentolone dove bollono le aragoste, davanti all’ingresso. Pochi tavoli, niente piatti, ma vassoi di plastica. Ma vale un viaggio la grande bouffe, con bottiglia di vino al seguito, perché qui non si vendono alcolici. Poi ci si riposa in spiaggia sullo stravagante divano fatto con legni sbiancati arrivati dal mare. Di fronte, il porto e la baia di Fundy.

 

In un centinaio di chilometri si arriva al pittoresco porticciolo di Digby, uno dei più importanti al mondo per la pesca delle scallops, le capesante. È uno spettacolo osservare l’andirivieni delle barche che scaricano quintali dei pregiati molluschi, ingrediente dei piatti serviti da O’Neils Royal Fundy, una pescheria con ristorantino ruspante annesso dove naturalmente la freschezza è garantita. 

 

© Sailing & Travel Magazine 2015 – Riproduzione Riservata

 

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