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La sobrietà del non apparire

Ma non è vero che non si viaggia più, ci si muove in modo diverso. Il viaggio non è più un evento straordinario da raccontare agli amici. Oggi si punta sul lusso etico, la sobrietà del non apparire, sul tempo libero da dedicare a se stessi in una beauty farm o a vedere una mostra.  Perché sprecare tutte le vacanze in un colpo solo? Meglio distillare il piacere, distribuendo le fughe dalla routine  più volte all’anno,  giocando sulle alchimie del calendario. Gli equilibristi dei ponti sono al lavoro da tempo. Con un abile “prendi uno e stai via tre”, hanno già programmato vacanze brevi per tutto l’anno.

 

Luoghi e sapori della tradizione

La parola d’ordine di quest’anno è sicurezza, ma anche lusso, resort blindati, oasi di relax e benessere, dove praticare sport, e affidare i figli ad animatori e collaudate baby sitter. Il Grand Tour di questi anni è la somma di tanti piccoli tour in cui ritrovare se stessi, regalandosi cibi genuini, i luoghi e i sapori della tradizione. Sono proprio i piatti preparati da chef emergenti o trattorie consolidate il fil rouge di viaggi per il mondo. Almeno a giudicare dal successo di itinerari a tema proposti dai baedeker dei gourmet anni Duemila che affollano il festival bretone delle capesante in Cote d’Armor, quello del limone a Mentone, al giro gourmande in bicicletta in Borgogna con tappe nei templi della cucina e pedalate tra fiumi, borghi medioevali e castelli per smaltire i danni del foie gras.

 

A caccia di cultura e di piante

Ma questi anni bui hanno segnato anche il revival delle famigerate vacanze intelligenti, molto più gaudenti degli itinerari che hanno ispirato il film con Sordi. Sono sempre di più gli italiani che vanno a caccia di cultura. Ed è sempre più numeroso anche il partito dei verdi. In valigia hanno il fortunato In Giardino non si è mai soli di Paolo Peyrone o lo Yellow Book pubblicato ogni anno dal National Garden Scheme che segnala i più bei giardini del Regno Unito, ma anche il calendario di centinaia di mostre di piante e fiori. Viaggiare seguendo fioriture e profumi è sempre più trendy: dal londinese pluricentenario Chelsea Flower Show a Villa Hanbury a picco sul mare nella Liguria di Ponente. Emuli dei cacciatori di piante che nei secoli scorsi varcavano i confini alla ricerca di specie pregiate, per i propri giardini, si dividono tra rose antiche e odorosi pelargoni da trasferire su balconi e terrazze in città.

 

Si torna in villeggiatura

Ritorna di moda la villeggiatura, si riscoprono ritmi antichi nelle seconde case o negli agruturismo, le gite a cavallo, le veleggiate sul lago o negli arcipelaghi di casa nostra. Ma è il Mediterraneo celebrato in un’infinità di libri l’attrazione fatale del viaggiatore di questi tempi.  Si abbandonano i Tropici sempre uguali, spazzati dagli urugani nella stagione estiva, e si torna al mare nostrum per vacanze luxe, calme et volupté, tra deserti infuocati, scogliere, uliveti a perdita d’occhio. Pigri come Oblomov ci si regala giornate a flaner, al dolce far niente, ormeggiando in cale deserte, tuffandosi nel mare turchese, tra villaggi bianchi e tramonti da brivido.

 

© Sailing & Travel Magazine 2015 – Riproduzione Riservata

 

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