Photo Credits © Fabio Braibanti

È una delle dieci isole più belle del mondo secondo la rivista Travel & Leisure. Uno scampolo di Canada dall’atmosfera mediterranea, 800 chilometri di spiagge di sabbia dorata e arenaria rossa, ricoperta in estate di fiori di lupino dai colori accesi, viola e rosa. Questo piccolo capolavoro della natura incastonato nell’oceano Atlantico si chiama Prince Edward Island. Gli habitué ritornano ogni anno come rondini incantati dalle dune raggiungibili con passerelle per non rovinare l’ecosistema, piccoli villaggi di pescatori di astici, laghi salmastri, foreste e distese verdi dove si incontrano casette in legno color pastello. Dove le strade finiscono, di fronte all’oceano, grandi prati ondulati in cui pascolano cavalli in libertà scendono verso le scogliere di granito grigio e le acque dell’Atlantico increspate dal vento. “Less is more”, meno è meglio, è il motto dell’isola più esclusiva, un angolo bucolico dai colori e la temperatura mediterranea, ricoperto di fiori e campi di patate rosse, le più pregiate, per cui  è famosa in tutte le Americhe. Qui non ci sono ville e resort fastosi, e neppure locali alla moda, discoteche, auto rombanti o personaggi famosi, tranne Sean Connery che si rifugia qui in estate in una casa solitaria. Solo una capitale con belle dimore storiche, boutique, caffè lungo il Peake’s Wharf, la marina, qualche villaggio di casette in legno dipinto, b&b e alberghi di charme in dimore vittoriane,  porticcioli con i pescherecci colorati per la  pesca degli astici.

Colonie di foche e paradiso per i birdwatcher
Nella cittadina di Cavendish, al centro del parco nazionale più piccolo del Canada che si snoda in una stretta fascia lunga 40 chilometri sulla costa settentrionale, Lucy Maud Montgomery ambientò il celebre romanzo Anna dai capelli rossi, fortunata serie televisiva. A un chilometro dalla spiaggia si può dormire al Kindred Spirits Country Inn, camere arredate con mobili di antiquariato e cottage. I tempi sono lenti, mediterranei nei villaggi da cui partono sentieri che portano al mare e alle fattorie. La gente si muove in bicicletta, si siede in spiaggia con una fetta di rapure, l’apple pie e osserva trampolieri, berte e procellarie che banchettano sulla battigia scoperta dalla bassa marea. Un paradiso per i birdwatcher: l’isola è tappa delle grandi migrazioni. Tutta Prince Edward è uno spettacolo, a cominciare dalla parte orientale, dal porticciolo di Gaspereaux animatissimo al mattino quando arrivano le lobster boat. A Panmure Island, in realtà una penisola, ci sono alcune delle spiagge più belle, mentre Montague è un habitat di colonie di foche, da scoprire a bordo delle barche di Cruise Manada. Qui in una delle più belle location si è installato il Windows on the Water Café con la terrazza che si spinge in mare, i tavolini dove si cena a lume di candela, i piatti di pesce e di carne rivisitati. A Murray Harbour sulle rive del fiume si affacciano belle residenze d’epoca e il Brehaut’s restaurant che serve un’eccellente seafood chowder, la zuppa di vongole. Si comprano oggetti legati alla storia dell’isola, sculture ingenue di fari, camicie in cotone, e anche i semi dei bellissimi fiori di lupino al The Old General Store.

Tramonto tra aragoste e frutti di mare
Georgetown su Cardigan Bay era il porticciolo dei costruttori di navi in legno. Oggi è una sfilata di boutique e ristorantini fascinosi come Clam Diggers House da cui si gode un tramonto commovente davanti a vassoi di aragoste e frutti di mare. L’oceano è a pochi passi anche all’Inn at St. Peters su St. Peters Bay, un buen retiro in legno bianco e tetto grigio, cottage con terrazza privata e giardino fiorito attorno. Avamposto della penisola di Greenwich, parco nazionale, punteggiata di dune maestose a cui si accede con sentieri e passerelle. A Brackley Beach, nella baia di Rustico, vale una sosta The Dunes Studio Gallery & Café, architettura di design tutta legno e vetro affacciata su giardini acquatici e sulle dune, dove artisti canadesi espongono quadri, vasi, sculture. A pianterreno, la caffetteria per uno snack al salmone e alle aringhe. La baia di Malpeque, invece,nel centro dell’isola, è una sfilata di produttori delle ostriche dolci e saporite famose in tutto il mondo. È all’estremità del parco nazionale l’hotel Dalvay by the Sea Inn, in una imponente dimora vittoriana, a qualche centinaio di metri dalle spiagge di sabbia bianca, già residenza di un industriale americano partner di Rockefeller.

Scogliere a picco sull’acqua e camere nei fari
L’Atlantico mostra tutta la sua forza a North Cape, la punta più settentrionale dell’isola al termine della scenografica Costal Drive: i paesaggi diventano aspri, le scogliere di granito rosso si tuffano a picco sulle acque blu del golfo di San Lorenzo. Ci si rifugia al Wind & Reef Restaurant che mette in tavola “il piatto del pescatore”, gamberi, ostriche e naturalmente astice. Per immergersi ancora di più nell’atmosfera isolana si può dormire in un faro. Ha una sola camera arredata con pezzi d’epoca il West Point Lighthouse Inn a righe bianche e nere. Sulla spiaggia gruppi di cavalieri vanno incontro al tramonto.

Photo Credits by Fabio Braibanti


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