fastidiosa-home

di Claudio Steri

 

 

Chi dice che i miracoli non esistono dovrà ricredersi. Il circuito Vento de l’Alguer 2015, organizzato dalla sezione di Alghero della Lega Navale Italiana e dalla FIV, ha regalato ai tanti partecipanti forte vento e grandi emozioni. Nel trofeo AssoNautica, accompagnate da un grecale oltre i 20 nodi, le oltre 30 imbarcazioni. Partenza ritardata poi di oltre un’ora, quando i regatanti hanno già cominciato a sperimentare sulle vele e sul volto il vento e le onde del Mare di Sardegna che a quel punto ha fiaccato non poco braccia e menti dei velisti. Ma alla fine, posizionate le boe del triangolo olimpico, la regata ha inizio. Fastidiosa UniSs si presenta con l’equipaggio di studenti vincente nell’edizione 2014: a prua Alessandro Sabino attento e concentrato, Simone Tinteri tattico, Giulia Pich alle drizze. Assente giustificata Roberta Piras, impegnata nell’ultima regata del circuito J24, Alessandro Cabras al timone, Luca Losito comandante e tailer. 

 

L’aria è frizzante, si comincia un nuovo campionato, il sole picchia e la cima dell’onda è spezzata dalle raffiche. L’equipaggio universitario si presenta sulla linea di partenza in bolina strettissima e sbandata quanto basta, si insinua tra altrettante velocissime imbarcazioni che chiedono acqua. Sono momenti tesi, tra urla e l’albero maestro di Glicerina che sfiora le draglie dei nostri. Partenza perfetta, in apparenza, ma i giudici della Federazione Italiana Vela sono attenti e implacabili: alzano bandiera X, chiamando proprio il numero velico di Fastidiosa: qualche centimetro di anticipo, prima penalità e partenza da effettuare un’altra volta con giro dall’esterno del cancello. Ma effettuata nuovamente la manovra l’orizzonte dell’equipaggio CUS sono solo le altre barche della flotta che si stagliano sulla costa algherese; da subito è chiaro che sarà una gara ad inseguire per cercare di limitare i danni. Il primo bordo serve solo a raggiungere le altre barche. Ma a quel punto Simone Tinteri imposta la tattica e sul secondo lato a traverso sfrutta ogni raffica, non smette di urlare neanche per un minuto, l’equipaggio risponde e non sbaglia niente, recuperando acqua e secondi preziosissimi. 

 

Fastidiosa scivola sulle acque algheresi come un siluro a pelo d’acqua, la sensazione per chi sta a bordo è inebriante anche se non c’è la possibilità di distrarsi neanche per un attimo. Sul terzo lato, praticamente in poppa piena, il vento aumenta e sferza l’imbarcazione degli studenti universitari che devono faticare a tenerla in assetto; una prova fisica e mentale, non si può perdere la concentrazione neanche per un secondo. Alla terza boa Fastidiosa ha recuperato minuti preziosi e si presenta tra le prime imbarcazioni della sua classe. Ora capitan Losito sprona i ragazzi a bordo – «si può fare!» è la parola d’ordine – dando tregua alla voce di Tinteri e motivando gli studenti. 

 

Sabino e compagni non sanno che Eolo ha in serbo altre sorprese, e sul penultimo bordo portano la barca al limite delle sue possibilità, mentre il vento regala raffiche da 25 nodi e sopravento si soffre in silenzio; poi è un attimo, la randa emette un unico lamento, un suono ben noto ai velisti, nel momento in cui l’angolo di scotta si strappa e la vela comincia a sventare violentemente. Fastidiosa UNISS rallenta il suo procedere sulle acque algheresi, sono momenti di tensione a bordo, l’armatore abbraccia la bugna che sventa, la drizza viene allentata e la vela legata saldamente al boma tramite due cime strette a morte. La vela maestra perde un terzo della sua portanza ma a prua il fiocco tiene bene e si può proseguire. La concentrazione è ora doppia, si guarda anche l’angolo di mura dove ora l’anello che assicura la vela all’albero è sollecitato ancor di più e comincia a torcersi paurosamente. Neanche per un attimo si pensa che la regata possa essere finita lì, si tiene duro e si resiste, in boa 4, sino all’ultimo lato, con uno spinnaker che accoglie tutto il vento possibile, Sabino a prua, Tinteri alla scotta, Losito al winch e Pich alle drizze. 

 

Sbagliare ora significherebbe fermarsi. Ma oggi Fastidiosa non può fermarsi, non vuole fermarsi, l’equipaggio smette di urlare e tace, in silenzio, solo gli ordini riecheggiano sul ponte, ripetuti per darsi coraggio, sicurezza, fermezza. I rumori non sono rassicuranti, scotte e drizze tesate al rischio di perdere tutto, bisogna solo tener duro. Vincere diventa un imperativo. Sul traguardo la sirena della barca giuria mette fine a una prova sofferta, durissima, dove uomini e attrezzature sono stati sollecitati sino al limite, ci si complimenta, si intuiscono i rischi corsi e si crolla sul ponte, esausti. Ed è un primo posto meritatissimo quello dell’equipaggio del Cus Sassari, una prima prova che fa ben sperare nel futuro. 

 

Grande festa durante la premiazione, ravvivata dall’entusiasmo e i colori degli studenti Erasmus, che sono graditi ospiti di varie imbarcazioni in gara. Per l’equipaggio Cus di Fastidiosa UniSs l’appuntamento è ora per la prova del 12 settembre con la terzultima regata del circuito, la classica Alghero – Bosa.

Commenti