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Giocano alla pétanque, bevono pastis e fanno colazione a base di croissant nei caffè affacciati sulle strade dedicate ad Anatole France o al General De Gaulle. Ma la douce France è lontana 19 mila chilometri come ricorda il pannello nel cuore della piazza centrale di Noumea, capitale dell’arcipelago della Nuova Caledonia. Le spiagge hanno il colore del latte, nel mare turchese le piroghe che si chiamano Sole nascente o Vagabondo scivolano come fantasmi, protagoniste delle più emozionanti regate nell’oceano.

 

nuova-caledonia-7La laguna più bella del mondo

Tropicale a est, arida a ovest, coloniale a Noumea, nel nostro inverno Grande Terre, l’isola principale dell’arcipelago, si incendia delle fiamme rosse degli alberi di flamboyant in mezzo ai villaggi. Qui non ci sono i mercati colorati di Papeete, i vulcani e i surfisti delle Hawaii. Tra le strade a scacchiera del vecchio centro della capitale, tra la piazza dei Cocotiers e il Quartiere Latino, dietro le verande delle case coloniali si annidano sogni mai spenti. Europa e Mari del Sud convivono tra le automobili impazienti e i viali addormentati. Ormeggiate nel porto barche corrose dalla salsedine di skipper vagabondi che fanno tappa qui dopo anni di navigazione nel Pacifico. Il must è l’immensa laguna, la più bella del mondo, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, 23.000 Kmq e la barriera corallina di 1.800 Km (la seconda più lunga del mondo). Sono uniche al mondo la flora e la fauna con più di 1000 specie di pesci, 6500 di invertebrati marini, 350 tipi di corallo duro e circa 500 di corallo morbido. 

 

Sabbia bianca e acqua trasparente: è l’isola dei Pini

nuova-caledonia-4Al di là della laguna l’orizzonte è segnato dalle onde spinte dal vento, qui il mare è un amico cui ci si affida sotto la protezione del tarik, il piccolo pacchetto in fibra di cocco intrecciata che tiene lontane le nuvole. Si nuota sopra le mante che si muovono lentamente, si inseguono branchi di pesci variopinti, si naviga verso il tramonto colorato come un fuoco d’artificio. È un piccolo Eden l’isola dei Pini, nel cuore del mar dei Coralli, a cavallo del tropico del Capricorno: tra banani, orchidee, sorgenti di acqua purissima, si scoprono La Piscine, un triangolo di sabbia bianchissima, e la baia di Oro dove l’acqua è così chiara che si distingue la chiglia dei velieri all’ancora, sospesi nell’azzurro. I pini colonnari sono così alti e così scuri che i primi scienziati, arrivati con James Cook nel 1774, li avevano scambiati per colonne di basalto.

nuova-caledonia-9Atolli deserti a poche miglia di navigazione

Nella baia di Saint Joseph, i pescatori mostrano le prede dai colori dell’arcobaleno. A pochi passi, nei bungalow della Gite Manamaky, i nuovi esploratori del Pacifico arrivati dall’Europa, dondolano sulle amache e osservano l’orizzonte. Ma i veri Robinson salgono a bordo di una delle barche dei vari broker che dalla baia di Kuto prendono il largo per la laguna dove galleggiano centinaia di atolli deserti, la maggior parte a mezza giornata di navigazione: sagome di ippocampo, farfalle, voli di uccelli marini. Un acquario tropicale su un fondale di dieci metri popolato di pesci luna e gorgonie rosse. E il celebre tricot rayé, serpentello velenoso come un cobra che  esplora il mare e le spiagge alla ricerca di prede. Davanti agli occhi sfilano meraviglie come la baia di Gadji, Carenage Bay, l’ilot Brousse, l’Ile Amedée con il faro e il club de plongée, per esplorare i fondali.

 

Il Centro culturale Jean Marie Tjibaou

nuova-caledonia-8Non si può lasciare Noumea, prima di aver visitato il Centro culturale Jean Marie Tjibaou, firmato da Renzo Piano, una delle grandi opere per proteggere la cultura indigena quasi annientata all’inizio del secolo dai coloni. Per incontrare il piccolo popolo dei Kanaki, l’architetto italiano era arrivato dall’altra parte del mondo, solo. E solo aveva trascorso un pomeriggio in riva al mare. Alla sera, su un piccolo pezzo di carta, aveva schizzato il progetto. Assieme ai Kanaki, che nella loro lingua significa semplicemente “uomini”, fu scelto il luogo: una penisola che si spinge nell’oceano come un animale marino, come le tartarughe che, a pelo d’acqua, si lasciano trasportare dalle onde. Un’offerta al dio mare, quasi un totem, imponente come Le Bonhomme, il monolite scolpito dalle onde sulla Roche Percée, accarezzato dalla brezza degli alisei che portano il profumo della salsedine.

 

Nuova Caledonia, come arrivare

Con Finnair, da Milano Malpensa, via Helsinki e Seoul. E da qui Aircalin, il vettore internazionale che atterra a Noumea, con l’Airbus A330.

Info: it.visitenouvellecaledonie.com

 

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