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Non cercano lussi, ma mondi perduti, templi della natura dove non funzionano i cellulari, non ci sono discoteche. Sono i nuovi turisti, globetrotter cheap and chic, come li ha definiti il Sunday Times, pionieri di una rivoluzione dei consumi e dello stile di vita all’insegna della nuova sobrietà. Otto italiani su dieci vogliono proprio questo, conferma uno studio della fondazione Univerde e Ipr-marketing. Uno degli ultimi scrigni della natura, secondo Fulco Pratesi, è il Borneo, la terza isola più grande del mondo.

 

Giungle e natura incontaminata

In dieci anni, 361 nuove specie sono state scoperte dagli scienziati in queste giungle: tra questi 260 insetti, 50 piante, 30 pesci e animali stravaganti come una rana senza polmoni che si aggiungono all’infinità di esemplari esistenti. Come la scimmia nasica che vive solo qui, il manto arancione, il buffo naso, la pancia prominente, agilissima a muoversi aggrappandosi alle liane. E’ la terra di Sandokan, incastonata tra il mare di Celebes e quello di Sulu, un mare morbido, riparato delle Filippine e del Vietnam, dove l’irruenza dell’Oceano si spegne in onde lunghe e rassicuranti.

Lungo le acque del fiume Kinabatangan

Si raggiunge volando da Kota Kinabalu, capitale del Sabah, la “terra sotto vento” alla polverosa cittadina di Sandakan. Dalle banchine del porto animato a tutte le ore prendono il largo i traghetti, barche cariche di pesce, rattan, legname pregiato, nidi di rondine vanno e vengono come portate dalla corrente. Si può salire a bordo di una delle varie chiatte che avanzano lungo le acque limacciose del fiume Kinabatangan, il più lungo del Sabah, 560 chilometri, habitat di oranghi, macachi, coccodrilli, varani e naturalmente scimmie nasiche. Ma per un incontro ravvicinato con il signore delle foreste, il cui Dna è uguale per il 96 per cento a quello dell’uomo, bisogna entrare al Sepilok Orang-Utan Rehabilitation Centre, dove si assiste al pasto in una piattaforma tra gli alberi. Niente di definivo: gli orfani, non appena in grado di provvedere a se stessi, prenderanno la strada della giungla.

 

Spiagge bianche e acqua cristallina

L’acqua ha trasparenze cristalline a Mataking, isoletta nel mare dell’Alice Channel, circondata quasi interamente da una spiaggia bianco smagliante, qualche piscina naturale. Un unico resort, barefoot naturalmente, una lingua di sabbia che la collega, con la bassa marea, a Mataking Kecil, nursery delle tartarughe Hawksbill che tornano ogni anno a deporre le uova. Attorno, un acquario tropicale dove si nuota tra pesci multicolori, spugne, anemoni. Stessa emozione nel parco marino Tunku Abdul Rahman attorno a Gaya Island, popolato di pesci farfalla, pappagallo, pagliaccio a strisce gialle e bianche, a mezz’ora di barca da Kotakinabalu, capitale del Sabah. L’appuntamento è a Police Bay, la spiaggia più spettacolare, punteggiata di stelle marine. Vive qui il piccione verde dal collo rosa, dichiarato nel 2000 patrimonio dell’umanità dall’Unesco per la bellezza e la storia millenaria. Si occupa della conservazione della barriera corallina e della tutela delle specie in estinzione il Marine Ecology Research Centre, con il nutrito staff di biologi marini che hanno abbandonato trafficate metropoli occidentali per un fascinoso lost world.

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