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Il libro è sempre lo stesso, “I fiumi scendevano a oriente” dell’esploratore Leonard Clarke che attraversò l’Amazzonia peruviana alla ricerca del mitico Eldorado. Compagno di viaggio irrinunciabile per i viaggiatori di ieri e quelli di oggi.

 

peru-4Le emozioni raccontate nelle pagine struggenti sull’immensa foresta si ritrovano sbarcando a Puerto Maldonado, dopo un volo da Lima sopra il mare verde attraversato da rete di fiumi color ocra, torrenti, canali, fili d’acqua, anse di sabbia grigia. Un mondo acquatico, di cascate, rapide, vapori, lagune dove si insinuano le canoe in legno dal fondo piatto, le uniche in grado di penetrare nella giungla in parte inesplorata. Una sfilata di casette annuncia Puerto Maldonado, la capitale della biodiversitad, alla confluenza del rio Madre de Dios con il rio Tambopata, non lontano dal confine con la Bolivia. Un posto di frontiera che si è arricchito grazie alle industrie del legno che divorano ogni anno migliaia di ettari di foresta vergine e ai giacimenti d’oro. Biologi, naturalisti, ecologisti si confondono con ii cercatori che battono la zona a metro, tra voli di farfalle. Protagoniste della Jippa Butterfly House, una specie di museo dedicato alle migliaia di di esemplari, in cui si scopre l’evoluzione da bruco alle ali variopinte.

 

peru-8Ma è il Madre de Dios, il grande fiume dalle acque chiare, che scende dalla Cordigliera e arriva al mare dopo 4000 chilometri, la grande attrazione della città. Parte dal porticciolo il peque peque, la barca tradizionale che porta a La Reserva Amazonica, (foto a sinistra) affascinante lodge sulle rive del fiume. Una navigazione di 45 minuti, tra alte rive dove si danno convegno i loros, pappagallini verdi con la testa azzurra, piccoli canali che scompaiono nella giungla. I padiglioni di legno rossastro appaiono all’improvviso nel cuore di una riserva ecologica di 10 mila ettari, un giardino botanico che nasconde trecento specie di piante, che l’impresa proprietaria Inkaterra usa per l’albergo e progetti di ricerca su fauna e flora. Per qualche giorno si tagliano i ponti con le auto, il rumore, la televisione. Solo lanterne e candele illuminano le camere, le pareti sono fitte zanzariere che proteggono dagli insetti, la veranda è arredata con amache e tavolini. Nella reception, una collezione di rettili, anfibi annuncia la fauna che si incontrerà nelle escursioni. Tredici in tutto, una guida ogni due o tre ospiti. Dove si fanno incontri ravvicinati con i tucani dal grande becco, gli aguti i grossi roditori, gli ara, i pappagalli dal piumaggio verde smeraldo, azzurro, rosso e giallo.

peru-9Dalla vicina isola di Rolin che ospita una folta colonia di scimmie capuchino alla riserva Tambopata, sull’altra riva del fiume. Una passeggiata di tre chilometri, lungo un facile sentiero in  mezzo alla foresta, porta all’imbarcadero per il lago Sandoval. A bordo di una lancia si naviga tra rampicanti avvolti come serpenti ai tronchi, ficus alti come pilastri di una cattedrale, cespugli dai grandi fiori rossi, radici che penzolano nell’acqua come lenze. Tartarughe grigio-blu si scaldano al sole sugli isolotti galleggianti o sulle grandi radici che emergono dal fiumi, bradipi si nascondono tra i rami, formichieri e tapiri scompaiono nel verde al passaggio della barca. La sera si rientra alla base. Se si punta una luce verso la riva del fiume, appena fa buio, si intravedono strani punti arancione, gli occhi dei caimani. Centinaia di torce illuminano il lodge, i sentieri segnati da cerchi di legno fatti con i tronchi.

 

peru-10Nel grande salotto, si legge e si chiacchiera, si fanno acquisti nella boutique che vende artigianato locale, e si attende la cena servita ai tavolini illuminati dalle candele. Dopo, quasi un appuntamento, inizia il concerto. Versi di scimmie, melodie di uccelli, frinire di grilli. Si accendono le luci multicolori degli insetti che emanano segnali luminosi. Il fiume maestoso scorre lento davanti ai bungalow.

 

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