È la seconda isola delle Hawaii per dimensione, nota per le spiagge, più di 80 di sabbia bianca, dorata, rossastra, nera, il verde delle piantagioni di manghi e canna da zucchero, le felci alte come alberi, le sterminate coltivazioni di orchidee, le morbide distese dei campi da golf, e, ovviamente, il cratere dell’Haleakala, la Casa del Sole, il vulcano alto più di tremila metri e vasto quasi 50 chilometri quadrati, il più grande del mondo, spento da due secoli, che accoglie boschi, prati, un lago e un deserto.

Wave machine
Ma Maui è soprattutto la grande attrazione per i surfer di tutto il mondo. Avamposto è la vivace cittadina di Paia, sulla costa nord, che anni fa sembrava destinata a un letargo perpetuo per la fine delle piantagioni di canna da zucchero, risorta a nuova vita grazie alle acrobazie sulle onde, il grande affaire dell’arcipelago. Qui passano molti mesi all’anno ad allenarsi i grandi campioni e i professionisti, anche europei. L’appuntamento è la leggendaria spiaggia di Hookipa, la wave machine, la macchina delle onde, uno degli spot più famosi del pianeta. Più facili quelle di Pavillion, sul lato est, Middles, più a nord, offre il meglio di prima mattina o nel tardo pomeriggio. Mentre Point è per i temerari che cavalcano onde immense. È riservata ai più esperti anche Honolua Bay, a nord di Kapalua, a cui si arriva lungo la Honoapiilani Highway. Qui i surfisti scivolano con le tavole in the Pope living room, nel soggiorno del Papa, vere gallerie d’acqua. Prima di lasciare pahia, vale la pena di dare un’occhiata alla Konrad’s Ship gallery, che ha una bella scelta di mappamondi antichi e nuovi, strumenti marinai e mappe d’epoca.

Autostrada mozzafiato
A 18 chilometri, parte la strada più spettacolare delle Hawaii. È la Hana Highway, la mitica autostrada larga quanto un vialetto, Costruita nel 1927 dai forzati, che si insinua per 80 chilometri cinquanta ponti, 617 curve e tornanti tra cascate, piantagioni, scorci  mozzafiato, profonde gole. Dopo una dozzina di chilometri vale la pena di fermarsi al Wakamoi Ridge Trail, un breve sentiero che si addentra nella foresta di eucalipti e filodendri per scoprire la cascata, superfotografata. La strada prosegue, passando accanto agli splendidi bambù del Ke’anae Arboretum, tocca il Wailua Viewpoint, con spettacolare vista sulla costa. Fanno parte dell’Haleakala National Park le Seven Pools, sette cascate e altrettanti laghetti, su diversi livelli, che scendono in mare insieme. Il premio per la fatica di questa avventura (nell’isola circolano magliette con la scritta “Sono sopravvissuto all’Hana Highway”) è il soggiorno all’Hana Maui Hotel & Honua Spa, alle porte di Hana, la cittadina legata alla storia dello zucchero, raffinato buen retiro, tra i top 10 hotel dell’arcipelago, dove si è ospitati in cottage lussuosi affacciati sull’oceano. Ma il resort è soprattutto una filosofia di vita, quella che attira qui e nelle proprietà in mezzo alle piantagioni, star e intellettuali post new age. Si è immersi in un paesaggio da ultima frontiera, dove affidarsi alle cure della Spa o partire per un tour a cavallo nei dintorni. Eccentrici amanti della natura abitano case post new age costruite sugli alberi, poco distante, dalle capanne col tetto in paglia, i kilo ia, avvistatori di pesci spiano l’oceano alla ricerca di increspature improvvise. È il segnale dell’arrivo di branchi di sgombri, che vengono spinti nelle reti a bordo di barche a motore. Ma tutta la zona è una sfilata di angoli idilliaci, menzionati dall’imperdibile baedeker Maui Revealed, the ultimate guidebook. Come la Heleleikeoha Falls, le cascate più note come Blue Pool, la piscina naturale formata tra grandi rocce e, all’orizzonte, un oceano così blu da sembrare ritoccato con Photoshop.

Sulle tracce di Moby Dick
Sulla costa ovest, si respira l’atmosfera dell’antico porto dei balenieri a Lahaina, la cittadina resa celebre dal romanzo di James Michener Hawaii e dal film che ne è stato tratto. Front Street, la strada che costeggia l’oceano, è punteggiata di casette coloniali in legno sbiancato che rievocano l’epopea della grande caccia quando prendevano il largo anche 400 barche. Oggi nella baia, navigano quelle dei whale watchers, che da novembre a maggio, ammirano le esibizioni dei cetacei, più di 1500 che lasciano l’Alaska e vengono a riprodursi nelle acque tiepide. Ma l’appuntamento della cittadina è il bar sulla terrazza del mitico Pioneer Inn, l’antica locanda, ritrovo di pescatori e nostalgici, dove sembra che Melville si sia ispirato per il suo Moby Dick. Alle pareti, fotografie di navi e equipaggi festosi attorno alle prede, vecchi arpioni. Il vero monumento di Lahaina è un albero, l’immenso banyan tree piantato nel 1873, disteso come un pergolato sulla piazza principale Nel cuore della cittadina, una mansion dei primi del Novecento è stata trasformata in The Plantation Inn, un bed & breakfast di grande fascino, circondato da un giardino tropicale,che ospita anche uno dei migliori ristoranti d’America. Da Gerard’s vanno in scena prelibatezze francesi come l’agnello alle lumache e ai funghi, l’aragosta ed eccellenti sorbetti fatti in casa.

Jazz, tramonti e antiquariato
Si spinge verso l’oceano la terrazza di Kimo’s, affacciato sul tramonto, uno dei posti più trendy per l’aperitivo, accompagnato da spiedini di tonno e di aragosta. Il pesce è freschissimo anche a Pacific’O, una boite sul porto, dove si cena accompagnati da jazz band dal vivo. A pochi passi, tra negozi di magliette e di abbigliamento da surf, si nascondono un paio di indirizzi di shopping insospettabili. Come Vintage European Posters, dove si trovano vere rarità, manifesti autentici dei tempi d’oro del turismo che hanno per soggetto l’arcipelago, ma anche qualche pezzo importato dall’Europa, a prezzi vantaggiosi. Antiquariato doc da Lahaina Printsellers, che espone una collezione di stampe, mappe e incisioni. Nella stessa zona Maggie Coulombe è la boutique migliore per comprarsi un pareo o una camicia in seta, senza incappare nelle banali stoffe a grandi fiori, simbolo dell’arcipelago. Si abbandona Lahaina per Wailea, sulla costa sud, il litorale yuppie, dove sorgono alberghi lussuosi come il Four Seasons, con le vaste camere illuminate da grandi vetrate, lo scenografico campo da golf a 18 buche e la Spa apprezzata da Sharon Stone. Sulla costa nord occidentale, a Honolua Bay, è uno spot tropicale Slaughterhouse Beach, sabbia bianca e mare turchese. Come quello della saponetta Amoha del famoso Carosello, sogno esotico degli italiani degli anni Sessanta.

© Sailing & Travel Magazine 2013 – Riproduzione rIservata


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