lisbona-ok

Guarda al futuro la capitale europea più vicina all’Africa che ha incantato Antonio Tabucchi e Wim Wenders, anche se l’electrico 28, il romantico tram rosso e giallo di inizio Novecento, continua a sferragliare tra i palazzi in barocco manuelino o liberty dei quartieri storici come Alfama o Estrela.

 

Work in progress

lisbona-4Un work in progress che ha preso il via anni fa con la stazione d’Oriente firmata da Santiago Calatrava o il Centro culturale di Belem, che ospita il Museo del design progettato da Vittorio Gregotti. Oggi il simbolo della città è la LX Factory, palcoscenico di eventi culturali, workshop e start up ricavato in un’area industriale di 23.000 mq ad Alcântara, di spalle al fiume Tejo. Negli ultimi due secoli erano ospitate qui importanti aziende tra cui la Companhia de Fiação e Tecidos Lisbonense e la Gráfica Mirandela, una sfilata di vecchie presse e macchinari che hanno fatto la storia della comunicazione del Portogallo. Un villaggio dove si cammina tra strade ciottolate, ciminiere e mattoni rossi. Qua e là officine di design, headquarters dei creativi più creativi, start-up, ristorantini con un’anima, locali notturni e caffè adorabili. E la fascinosa libreria Ler Devagar (“Leggere lentamente”), un atto d’amore verso la carta stampata, negli spazi della vecchia tipografia, in mezzo l’enorme macchinario per la stampa trasformato in cocktail bar.

lisbona-14Non solo Fado

Per scoprire Lisbona bisogna essere curiosi a 360 gradi, attraversare la porta del negozio di musica Materia Prima, dove si trovano CD di avanguardie elettroniche e suoni esoterici, ma anche cedere alla nostalgia del fado, decidere di bere un bicchiere al Park, all’ultimo piano di un parcheggio e sbucare in un’insospettabile terrazza  di struggente bellezza affacciata sulla città. L’ambiente rétro-minimalista, i pezzi di design, la sushi room in perfetto stile giapponese e una fascinosa cafeteria annunciano Bica do Sapato, il ristorante più cool, di proprietà dell’attore John Malkovich. Per finire la serata succede tutto all’Incognito, locale semi-nascosto a base di musica indie, o al Lux Fragil (foto a sinistra), antico magazzino portuale sulle rive del Tago, sempre di Malkovich, tre livelli con terrazza arredata con divani, musica lounge, ma ritmi indiavolati nel seminterrato dove si alternano i DJ. Il must? Aspettare l’alba davanti a un drink a pochi metri dall’acqua.

 

Il meglio lo si vede dall’alto

lisbona-11Le  note delle più famose opere liriche che risuonano nella living room annunciano Casa Costa do Castelo, sotto il castello di Sao Jorge, in un palazzo di inizio Ottocento con giardino di limoni, aranci e fichi su tre livelli, poche camere fascinose arredate con pezzi di antiquariato. Da acquistare in Campo de Santa Clara, dove ogni martedì e sabato si svolge la Feira da Ladra, una specie di Pulci parigine. Nella città delle sette colline, il meglio lo si vede dall’alto. Dal belvedere de São Pedro de Alcântara affacciato sul Castelo de Sao Jorge, ma anche sulla Baixa e il Chiado o da Santa Luzia, all’Alfama. La città è ai piedi di Santa Justa, nel quartiere del Chiado. Ma davanti al miradouro de Graça, seduti a un tavolino sulla terrazza, il cielo si incendia dei colori del tramonto.

 

 «Sono arrivato a Lisbona, ma non a una conclusione» ha scritto il poeta Fernando Pessoa. 

 

Commenti