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I più fedeli sono gli stilisti Jacopo e Veronica Etro che arrivano anche in pieno inverno nella dimora settecentesca, a due passi dalla cattedrale di Dalt Vila, la città vecchia. E ai colori di Ibiza, il rosso mattone della terra, il verde degli ulivi contorti, il turchese del mare si ispirano per le loro collezioni, incantati dal melting pot della Isla blanca.

Rivoluzione ibicenca
Ibiza, la «Gomorra» delle Isole Baleari, la più trasgressiva meta del turismo internazionale, ha voltato  pagina. Da qualche anno il Consiglio regionale socialista ha approvato una norma che mette al bando i celeberrimi «after-hours», i locali all’aperto sulle spiagge dove si balla (e si sballa) dalle 6 del mattino alle 18, dopo la chiusura delle mitiche 20 discoteche. E farà piazza pulita degli irriducibili delle low cost, inglesi, tedeschi e italiani, protagonisti «fiestas mañaneras», i party senza sosta. È l’ultimo atto di una rivoluzione che in pochi anni ha visto ondate di raver, gli studenti squattrinati che spendono la notte nelle discoteche, spodestate dai clubber raffinati e facoltosi bon vivant 30-40enni, habituè dei caffè alla moda, e dalle famiglie che snobbano la bolgia notturna e al mattino di buon’ora conquistano le calette solitarie incastonate tra le rocce. L’isla blanca è diventata sempre di più un’enclave di habitué come Paolo Barilla, Giorgio Armani, Andrea Casiraghi, Gabriele Salvatores, Roman Polanski e Sergio Rubini.

Al bando gli eccessi
Ibiza, dismessa la vocazione all’eccesso, rivela, insospettabile, un’anima bucolica e contadina fatta di chilometri di terra rossa interrotta dal verde degli orti, piante di arancio, limone, fichi, muretti a secco, chiesette del Cinquecento intonacate in calce bianca, greggi di pecore sui crinali. Qua e là, immerse nel verde, si incontrano le casa payesa e le finca abbandonate dai contadini, trasformate in ristorantini come l’El Alajoun, marocchino, che mette in scena tajine da applauso o La Maison de l’Eléphant, attrazione fatale per la colorata boutique di moda isolana. È una new entry anche lo Sharky, dove si incrociano rampolli e fanciulle copertina.

La giornata
La giornata ibicenca inizia nel cuore di Dalt Vila, labirinto di viuzze, piazzette in ciottoli, un puzzle di epoche ed etnie racchiusa dalle mura cinquecentesche: tappa d’obbligo il Croissant Show, quattro tavolini, le brioche più buone dell’isola e la greixonera, dolce tipico delle Pitiuse accompagnate dalla lettura dell’”Ibiza In” o del “Diario di Ibiza”, i giornali isolani, album di famiglia di chi passa da queste parti. Poi si parte per le spiagge. Tra le più belle, Cala d’Hort, di sabbia fine e rocce lunga 150 metri e larga 20 davanti gli isolotti di di Es Vedrà, piramide di roccia di 382 metri abitata solo da capre selvatiche e rifugio di falchi della regina, gabbiani argentati, corvi marini. A pochi minuti si scopre il sito archeologico di di ses Paisses de Cala d’Hort, dove sopravvivono due necropoli, una cartaginese e una bizantina. Poco dopo, Cala Vedella, paradiso dei subacquei, è uno specchio d’acqua smeraldo racchiusa tra due grandi scogli.

Ormeggi da sogno

Ma il vero Tropico si trova a sud. A Porroig, chiusa a nord dagli scogli di Las Isletes, una strada tortuosa porta alla piccola baia di Es Torrent. Pochi ombrelloni di paglia, niente radio, una decina di tavoli dove si servono le espadritas, saporiti molluschi saltati alla plancha, San Pietro e lo scorfano con patate. Proseguendo si sbuca alla meraviglia dell’isola, riparata da tutti i venti, una distesa di lingue di sabbia bianca illuminate dal sole, colline di sale, specchi d’acqua trasparente, una spettacolare colonia di fenicotteri rosa. E il cuore della Riserva naturale attorno a Cap de Falco, ormeggio preferito a dai velisti. Al Chiringuito Sa Trinxa, da mezzogiorno in poi si alternano alla consolle i migliori dj con le compilation che hanno reso famosa l’isola in tutto il mondo.
Proseguendo verso oriente, distese di giganteschi carrubi: chi ama i cavalli che si incontrano anche liberi, varca la soglia dell’agriturismo Atzarò, inaugurato da qualche anno in zona san Carlos, con spa di tutto rispetto. La costa prosegue, snodandosi in anfratti e fiordi, il mare ha acque limpide come il cristallo, la sabbia è bianchissima a  annunciata dal bosco di pini marittimi, con il porticciolo e le casette in legno rifugio delle barche dei pescatori.

© Sailing & Travel Magazine 2013 – Riproduzione riservata

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DOVE DORMIRE

Les Terrasses
Indirizzo: Carret. de Santa Eulalia, km.1
Tel. 0034.971.33.26.43, fax  0034.971.33.89.78
Web www.lesterrasses.net
Chiusura: sempre aperto.
Prezzi: camera doppia da  132 euro.
C/credito: Visa, MC, EC.
Servizi: cani ammessi, parcheggio.

DOVE MANGIARE

Croissant Show
Indirizzo: Mercat Vell d’Eivissa
Tel. 0034 971 30 41 26

DOVE COMPRARE

Textura
Indirizzo: Aragon 29, Eivissa
Tel. 0034 971 39 84 18


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