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“Marseille bouge”, “Marsiglia si muove” era scritto fino a un anno fa tra le austere facciate ottocentesche dei Docks de la Joliette, costruiti sul modello dei Katharine docks di Londra. Si è mossa eccome la seconda città di Francia, capitale 2013 della Cultura, malfamata e delabré, celebrata nei romanzi di Jean Claude Izzo, melting pot come il suo piatto simbolo, la bouillabaisse, dove convivono una decina di pesci. Protagonisti del new deal i nomi più illustri dell’architettura, come Jean Nouvel, Norman Foster e l’anglo-irachena Zaha Hadid a cui si deve la torre svettante della compagnia marittima CMA CGM, 32 piani per 143 metri di altezza.

 

marsiglia-art-4Ripulito e pedonalizzato il Vieux Port, stretto tra le mura rossastre dei forti Saint Jean e Saint Nicolas, il mare è stato restituito ai marsigliesi grazie al Pavillon M, al Mucem, il Museo delle Civiltà d’Europa e del Mediterraneo, in vetro e cemento, collegato con una passerella al Forte Saint Jean che ospita mostre e concerti. Ma anche al J1, antica stazione marittima convertita in spazio espositivo e luogo d’incontro culturale. Mentre si deve al nostro Stefano Boeri l’architettura trasparente di Villa Mediterranée riflessa nell’acqua, con un auditorium sottomarino. E perfino la Stazione sanitaria, l’Ellis Island francese, dove un tempo i magrebini venivano docciati e cosparsi di Ddt, si trasformerà nell’ennesimo museo.

 

marsiglia-art-10Nelle acque dove ormeggiavano i cargo carichi di ananas e banane in arrivo dalla Costa d’Avorio, tintinnano gli alberi delle eleganti barche a vela che navigano lungo le coste frastagliate. “Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice” ha detto Izzo. Brillano le insegne della nuova hotellerie, come il New Hotel, oasi di design, dove si fa la fila per cenare nel ristorante Chez Victor, arredato con opere d’arte contemporanee. Nei quartieri un tempo abitati da nordafricani, italiani, turchi, come il Panier, storico rifugio di uomini di mare e avventurieri di terra, si aprono gallerie d’arte contemporanea, atelier di pittura e di ceramica, a pochi passi dai caffè della piazzetta de Lenche profumata di spezie. Più che grandi monumenti nel Panier si trovano storie, atmosfere, scorci da film come rue Caisserie, piazze dove si va per flâner, come piace ai francesi.

marsiglia-art-5Ha conservato l’aria di paese Place de Moulins, tra platani e antichi lampioni: nel Seicento, su questo cucuzzolo, il maestrale faceva girare le pale di una quindicina di mulini. Mentre rue des Moulins, dall’altra parte della collina, è una sfilata di facciate arancione, e gialle, di persiane verdi, blu e malva. Tra le facciate in barocco italiano di corso D’Estienne d’Orves, gli Arcenaulx, antichi depositi di barche, ospitano fascinosa libreria-ristorante. A metà tra il Marais e il Greenwich Village, corso Julien è una sfilata di librerie underground. Vicino al Clocher des Accoules, il massiccio campanile di una delle più antiche chiese della città, si accede alla ripida scalinata des Accoules, che si insinua tra le casette. La tradizione gourmande è ben rappresentata dal Miramar, sul porto, dove lo chef Christian Buffa che arriva dal tempio culinario di Bocuse, propone la miglior boullaibaisse, declinato in varianti più leggere.

 

marsiglia-art-8Sui frutti di mare non ci sono dubbi, l’indirizzo migliore è l’inossidabile Toinou Coquillages, nato da uno storico baracchino nel cuore della città oppure fuori porta, lungo la corniche che porta alle spiagge, L’Epuisette, les pieds dans l’eau nel Vallon des Auffes, la baia punteggiata di pescherecci colorati. I fashion victim hanno colonizzato Le Ventre de l’Architecte al terzo piano della città Radieuse, simile a un piroscafo urbano, firmato da Le Corbusier: terrazza con vista sulla baia e un singolare bar à foie gras et à vin: più di una dozzina, rigorosamente fatti in casa, alle prugne e spezie, ai broccoli. La notte si consuma sulla terrazza e nella sala La Caravelle, antico cabaret anteguerra, arredato come l’interno di un battello, animato da concerti jazz nel weekend, o al bar de la Marine, al Vieux Port, riscoperti da intello e creativi. Ma l’indirizzo più branché è Le Crystal, mojitos, tapas e musica lounge in un décor molto Happy Days.

 

Veglia sulle notti marsigliesi la sagoma illuminata dell’ottocentesca basilica di Notre Dame de la Garde, su un picco calcareo, dove si conserva una straordinaria collezione di ex voto dei marinai scampati alle tempeste, famosa come il Pan di Zucchero di Rio. Il vero faro della città.

 

© Sailing & Travel Magazine 2013 – Riproduzione Riservata

 

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