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C’è un’altra Costa Azzurra che ai locali scintillanti e ai caffè mondani ha risposto con l’intimità, il silenzio, la natura intatta. Sono i 22 chilometri, 2000 ettari da Cap Benat alla Londe dove non si può più costruire nulla. Un’oasi quasi selvaggia, nonostante ci si trovi in uno dei luoghi più famosi del mondo, ignorato dal turismo mordi e fuggi e preferito invece dagli habitué che percorrono le Sentier du littoral, a picco sul mare, adatto a tutte le gambe. Sfiorano le spiagge di sabbia dorata e le calette racchiuse tra le rocce scure o striate d’argento, i vigneti a perdita d’occhio degli immensi domaine dei grand cru de Provence. Le barche sembrano sospese nell’acqua di cui si vede il fondo fino a 15 metri. L’evento può essere la una giornata di pesca con bottino eccezionale, su cui si accendono infuocate scommesse. 

 

Anche in inverno il clima è mite lungo il Sentier du Littoral, sette chilometri tra pini d’Aleppo, cespugli di timo e rosmarino, scogliere a picco sulle insenature color smeraldo. Le più famose, Bregancon, Estagnol e Pellegrin, prese d’assalto in estate, sono il rifugio di pochi romantici e ecologisti che condividono distese di sabbia quasi vuote. Basta inoltrarsi lungo lo spettacolare sentiero quasi a pelo d’acqua, due ore e mezzo fino a Pellegrin, l’ultima spiaggia, per conquistarsi un posto al sole in una delle tante calette di sabbia bianca o di ciottoli levigati affacciate sul mare turchese, accessibili solo a piedi o in barca. Dal parcheggio di Cabasson, a sinistra, iniziano i pannelli gialli che segnalano la passeggiata. Davanti agli occhi, la sagoma imponente del forte collegato a terra da un lungo pontile (foto a destra) e quella allungata delle isole di Porquerolles e Port Cros. A destra, la spiaggia di Bregancon, 225 metri di sabbia e ciottoli, punteggiata di cabanon di pescatori.
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costa-azzurra-4E’ annunciata da una distesa di piccole dune ricoperte di macchia mediterranea Cabasson, 400 metri di sabbia fine che lambiscono una laguna azzurra. Da qui lungo la passeggiata si raggiunge una sfilata di spiagge da spot, come Le Grand Jardin (foto a sinistra), una mezzaluna di 700 metri location del pluripremiato Il profeta di Jacques Audiard, riconoscibile da una manciata di isolotti di fronte, attorno a cui i sub inseguono i pesci. Sono piccoli capolavori la Vignasse, 200 metri di sabbia dorata e la Mère Dieu, 240 metri. Doppiata la punta, ecco l’Estagnol, 500 metri di sabbia, una delle spiagge più belle di Francia, ombreggiata dalla pineta. Last but not least, Pellegrin. Attorno, un paesaggio selvaggio di dune e pinete, concerti di cicale e la Route des vins che porta ai blasonati domaine che si affacciano con qualche discreto cancello in legno sulle varie spiagge. 


costa-azzurra-10A destra del Fort di Bregancon, residenza estiva dei presidenti della Repubblica francesi, invece, una passeggiata di sei ore porta al Cap Benat, rifugio di mas esclusivi protetti da un filtro di guardiani. Sullo sfondo, il faro di Capo Bianco. Ritornando verso Cabasson, a due chilometri a ovest della spiaggia, si fa scorta di vini in uno dei domaine più famosi, le Chateau de Bregancon, 2000 ettari di vigneti Cotes de Provence cru classé esportato in tutto il mondo. Il paese medioevale di Bormes-les-Mimosas (foto a destra) è a pochi chilometri. Un dedalo di casette, un saliscendi di viuzze lastricate, un’infinità di fiori e mimose dappertutto. E’ del 1700 la chiesa di Saint-Trophime con la facciata decorata da una meridiana. Scendendo qualche gradino si scopre l’Escondudo, ristorantino specializzato in cucina provenzale. Si dorme in una delle tante maison d’hôte ricavate nei mas, le fattorie di pietra locale, cui il vento e il sole hanno regalato sfumature color miele dai muri spessi anche un metro per reggere le raffiche nei giorni di mistral che, dicono qui, è in grado di strappare le orecchie a un asino.

 

© Sailing & Travel Magazine 2013 – Riproduzione Riservata

 

Photo credits: © Office de Tourisme Bormes Les Mimosas

 

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