koufonissi-ok

A Koufonissi il Mediterraneo si prende la rivincita. E nella minuscola isola delle Piccole Cicladi, quattro chilometri quadrati, sperduta nell’Egeo, regala colori da grande tropico, sfumature turchesi e smeraldo, spiagge di sabbia bianca.

 

Ma soprattutto la hidden Greece, 350 abitanti in inverno, dieci volte di più in estate, offre taverne a pelo d’acqua, ouzerie, mulini trasformati in piccoli hotel, case in affitto e l’assistenza di Kostas Prassinos, factotum dell’isola che ha navigato in tutti i mari, ma da vent’anni non torna ad Atene. È lui che organizza uscite in mare a bordo del suo peschereccio per raggiungere le spiagge più belle, le calette riparate dai venti, ma anche una pesca notturna ai totani.

 

Un coup de foudre per gli italiani (troppi) che ritornano ogni anno come rondini nell’isola un tempo rifugio di pirati. E colonizzano Pachià Ammos, dorata, a pochi metri dal porto,  o l’infinita Platià Punda, a un quarto d’ora di camminata dalla Chora. Si prende il largo sui piccoli caicchi alle 11 del mattino, dopo un caffè scuro e forte sulla terrazza del Limani sul porto, destinazione l’isoletta di Kato, a soli 200 metri, una distesa di ginestre, cedri del Libano e corbezzoli, abitata solo da capre. Ci si allunga come lucertole al sole a Nerò, ombreggiata da palme e tamerici e a Pezoulia, affacciata su acque cristalline. Davanti, l’isola di Keros, colonizzata dai pastori di Amorgòs e Naxos che portano qui le mandrie. Ma il passato è glorioso: a fine Ottocento qui furono trovate preziose statue della civiltà cicladica come il Suonatore di flauto ora al Museo archeologico di Atene. 

Lungo il sentiero che costeggia l’isola si scende alle spiaggette selvagge di Ormos Pori, camminando tra le ammothines, le piccole dune di sabbia fiorite di corolle bianche. I surfer cavalcano le onde prima del promontorio roccioso di Xilobatis, il punto più panoramico sulla costa orientale dell’isola. Ma è la lingua di sabbia e ciottoli di Finikas, ombreggiata di palme, verso Punta Platia, la location più spettacolare per trascorrere la giornata tuffandosi nel mare trasparente. Mentre è un appuntamento dei pescherecci colorati il canale tra Keros e gli isolotti di Antikéria. Il bottino, dentici, triglie, saraghi, ricciole e gamberi, è destinato ai ristorantini come Captain Nikolas, a Ormos Kolpos annunciato da un vecchio mulino a pale. Il must per il tramonto. come l’ouzeria To steki tes Maria, affacciata sulla chiesetta di Agios Nikolaos, aperitivo a base di ouzo naturalmente e di spiedini caldi.

 

In perfetto stile cicladico gli studios Geironia, oltre la strada sterrata che porta alle spiagge della costa orientale: tronchi di ginepro levigati dell’isola di Keros per i pergolati di vite davanti a ogni casetta, vecchie serrature per decorare le porte dipinte a colori pastello. Attorno, il giardinetto fiorito. A ferragosto, nella chiesetta di Panayia, si tiene una sagra dedicata alla Vergine: si mangia pesce a volontà, l’inmancabile capretto locale con tanto di rakì e sirtaki. Con sfida finale tra i pescherecci, unica nelle Cicladi.

Commenti