Come facciamo qui a New York City a farci passare i “January Blues”? 

 

In una metropoli che è sempre un vulcano in eruzione di eventi, parate e vernissage, inaugurazioni di nuovi musei e grattacieli (o che fa da palcoscenico a mega-manifestazioni politiche, come quelle contro il “Global Warming” o i fatti di Ferguson), le ultime tre settimane di gennaio sembrano davvero l’unico periodo dell’anno in cui la Big Apple si vela di depressione. Addirittura spariscono quasi del tutto i turisti! I pochi che ci sono si rifugiano tutti al MoMA o al Met per stare al caldo. Ogni tanto ne incontro qualcuno, intirizzito, che litiga col vento per aprire una cartina della Subway. La depressione del gennaio inoltrato è proprio tipica di quando la sbornia di luci, celebrazioni (e consumismo) delle feste natalizie è passata da un po’, fa buio ancora prestissimo, e la primavera è lontana. In questi giorni, poi, la morsa polare (con temperature percepite che, a causa del vento glaciale, hanno raggiunto i – 23°C!!!) congela persino i pensieri più arditi. La mia bici è tristemente legata a un palo da giorni, e ieri (lunedì) si è infradiciata durante le 14 ore di “monsone” non stop che si sono abbattute sulla città. Quest’inverno non c’è neppure la neve a dare una pennellata di romanticismo al paesaggio urbano. 

 

Dolce cioccolata

Per aumentare il livello di endorfine, una delle mie strategie preferite (oltre a fare tanto allenamento nella mega palestra e nella fantastica piscina riscaldata del Chelsea Piers Sporting Center) è abbuffarmi di cioccolata calda e di cioccolata in genere. Sì… la cioccolata (soprattutto quella nerissima, ad alto tasso di cacao) contiene magnesio e mi mette di buonumore. Uno dei miei posti “cult” è il Chocolate Bar del West Village (19, 8th Avenue). Se per caso mi trovo a Dumbo, il quartiere delle gallerie a Brooklyn, oppure in giro per boutique a Soho, faccio uno stop da Jacques Torres per una tazza di hot chocolate aromatizzata con cannella, noce moscata e un mix segreto di altre spezie (66 Water Street, Dumbo, Brooklyn, e 350 Hudson Street, Soho, Manhattan e altre location). 

 

L’arte della fuga

Il metodo migliore per dimenticare freddo e grigiore, però, è fare “escapism”, sognare la prossima vacanza, magari proprio in barca… E qui mi vengono in aiuto due grandi kermesse che si tengono in settimana nel centro fieristico più grande di Manhattan. La prima è il 110° Progressive Insurance New York Boat Show (dedicato a motor yacht e barche a motore in genere), in programma dal 21 al 25 gennaio al Jacob K. Javits Convention Center (655 West 34th Street), che sarà il tema del mio prossimo post. Io preferisco la vela, ma in questo momento qualsiasi cosa galleggi e mi ricordi un mare tiepido, spiagge bianche e scenari estivi va bene!

 

Il secondo è il New York Times Travel Show, la fiera di viaggi e turismo più importante d’America (23-25 gennaio al Jacob Javits Center — Halls 3D/E) cui dedicherò ampio spazio la settimana prossima per raccontarvi quali saranno i nuovi travel trends e le destinazioni “hot” del 2015. Prima che la NY Fashion Week (col suo cotè di taxi introvabili, modelle, movie star e party in stile Sex & The City) si abbatta sulla Big Apple a Febbraio, questo è l’esercizio di “escapism” migliore che ci sia per sconfiggere i January Blues…

Commenti

CONDIVIDI