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Photo Credits: © Fabrizio Gandini

 

Ogni venerdì, al tramonto, il treno dei parigini entra nella stazione liberty decorata con conchiglie, pesci e granchi di La Rochelle. A bordo, pubblicitari, stilisti, scrittori, la varia umanità bon chic bon genre che ha colonizzato l’Ile de Ré, tre miglia al largo della più importante città dei velisti, affacciata sull’oceano Atlantico.

 

ile de re-4-artNeppure il ponte che dal 1988 la collega alla terraferma è riuscito a togliere l’atmosfera di aristocratico isolamento a questa enclave di ostricoltori, marinai, contadini, fatta di clan che si ritrovano di anno in anno nelle casette bianche con l’immancabile giardinetto coltivato a rose e a plumbago azzurre. A decretarne il successo internazionale è stata Carolina di Monaco che si rifugiava qui ai tempi della sua storia d’amore con l’attore Vincent Lindon, rampollo di una delle famiglie storiche dell’isola. L’understatement è scritto nella storia di Ile de Ré, dal nome musicale come una nota, lunga una trentina di chilometri e larga cinque. Qui non ci sono i locali notturni, gli alberghi templi di mondanità della Costa Azzurra. Gli abitanti hanno ingaggiato una crociata personale contro il cemento, le insegne luminose, le reti telefoniche a vista.

 

ile de re-6-artL’Atlantico si è preso la rivincita sull’altro mare francese. L’unica folla è quella delle migliaia di volatili della riserva di Fier d’Ars.  La luce è africana e il vento accarezza le coste quasi mediterranee, mitigate dalla Corrente del golfo e soleggiate per 2600 ore all’anno, i vigneti, le spiagge spettacolari come Trousse Chemise, cantata da Charles Aznavour o la Conche des Baleines. I riti di habitué e bon vivant sono sanciti dalle passeggiate a cavallo o le gite in bicicletta lungo i 93 chilometri di piste ciclabili, da Rivedoux a Les Portes, villaggio sulla punta nord ovest, dai picnic in riva al mare. Svetta come un faro anche il campanile gotico del 1400 della chiesa di Saint Etienne a Ars en Ré, classificato tra i più bei borghi di Francia.

ile de re-8-artPer godersi il tramonto, l’indirizzo più trendy è Les Frères de la Cote, affacciato sulla spiaggia. Davanti a un bicchiere di Pineau che nasce dall’unione dei vini della Charente con il cognac, si assaggiano ostriche e si fanno programmi per il giorno dopo. Da dedicare alla gita in bici lungo i sentieri orlati di salicorni, attraverso la riserva naturale di Lilleau des neiges che accoglie ogni anno milioni di uccelli migratori sotto il cielo azzurro dove galoppano nuvole bianche. Proseguendo verso l’altra parte dell’isola, si incontra una sfilata di spiagge selvagge orlate da dune, protette da palizzate, che contrastano la forza dell’oceano. In bici si raggiunge la piazza del Vieux Port a Loix, borgo sperduto in mezzo agli acquitrini.

 

ile de re-7-artUn sentiero porta alla punta di Grouin, un mondo acquatico spettacolare tra mare, paludi, giochi di luce nell’acqua e allevamenti di ostriche. Saint Martin, a pochi chilometri, è la capitale costruita attorno al porto e alle fortificazioni firmate Vauban, architetto alla corte del Re Sole nel Seicento. Qui facevano tappa i galeotti francesi in catene come Papillon, prima di prendere la via senza ritorno della Caienna. Tra distese verdi, la strada prosegue verso la Flotte. Sembra il palcoscenico di un teatro questo paesino con il porticciolo racchiuso tra le vecchie case bianche. Il must è sono Les Halles del 1100, il mercato più bello dell’isola.

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È il più alto di Francia l’ottocentesco Phare de Baleines, sentinella di pietra di 57 metri sulla punta nord ovest, che domina i giochi di prestigio della marea. Non a caso sono stati girati qui alcuni esterni di Il giorno più lungo. Sembra di essere all’interno di una conchiglia Nautilus lungo la scala chiocciola che porta in cima. In alto, lo sguardo spazia a 360 gradi dalle spiagge dorate di sabbia fine affacciata sull’oceano ai tetti rossi dell’isola alle coste della Vandea. A ovest, al di là dell’oceano, c’è il Maine, negli Stati Uniti.

 

© Sailing & Travel Magazine 2013 – Riproduzione Riservata

 

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