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Secondo gli studi pubblicati sulla rivista Evolution and Human Behaviour, i viaggiatori avventurosi (così come chi corre rischi finanziari) porterebbero nel loro personale bagaglio genetico il recettore della dopamina D4 (DRD4 7r). Ma anche il viaggiatore più estremo deve studiare la situazione di emergenza salute prima di affrontare un viaggio in zone ai confini del mondo, magari nelle isole più irraggiungibili e solitarie, o in zone in cui alcune malattie, dalla malari alla febbre tifoide, possono essere più frequenti che in altri luoghi. Che si rientri nella categoria del viaggiatore seriale o amatoriale, è comunque consigliato rivolgersi alle strutture sanitarie specifiche per sapere come tutelarsi. Il primo passo da fare è rivolgersi ai Centri di Medicina dei Viaggi dell’ASL per fissare la data per un counselling: durante il colloquio, una volta comunicata la meta, saranno verificate le emergenze sanitarie attuali e fornite indicazioni sulle vaccinazioni necessarie e consigliate.

Da casa è meglio prendere informazioni da siti che fanno riferimento a strutture mediche come Viaggia in salute, i cui contenuti sono forniti dal Dipartimento di Prevenzione Medico dell’ASL. Dal sito si può scaricare una app sul tema in continuo aggiornamento e, a breve, anche multilingue.

Il dottor Marino Faccini, Direttore responsabile della Strutttura Profilassi di Malattie Infettive e vaccinazioni della ASL di Milano, ci ha dato dei consigli e delle regole da seguire prima e dopo ogni viaggio.

consigli-sanitari-di-viaggio-2Quali sono le regole fondamentali da seguire quando si viaggia in zone a rischio?

Le regole fondamentali sono: fare attenzione a ciò che si mangia privilegiando alimenti cotti e caldi, frutta da sbucciare e verdure cotte. Bere acqua minerale in bottiglia, con attenzione al ghiaccio perché potrebbe essere contaminato. Non avvicinarsi agli animali in particolare cani e scimmie per evitare di essere morsi o graffiati, con il rischio di contrarre la rabbia. È inoltre fondamentale informarsi presso la propria Asl se nel paese che si intende visitare esistono rischi specifici come per esempio malaria, dengue e altre malattie trasmesse da insetti che richiedono profilassi con farmaci e misure per tenere lontani le zanzare: repellenti cutanei, zanzariera… Inoltre è opportuno prevedere una piccola scorta di farmaci da portare con sé.

Consigli per gli appassionati di street food? Cosa bisogna evitare del tutto?

Se un cibo è cotto non presenta rischi particolari, meglio ancora se è preparato al momento. Diffidare dei cibi esposti senza protezione e, in genere, delle salse, delle creme e dei cibi troppo elaborati, anche se possono ingolosire. Via libera ad alcolici (con moderazione), caffè, tè e altre bevande calde.

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Quali sono i sintomi a cui si deve prestare attenzione durante e dopo il viaggio? A chi ci si deve rivolgere se si riscontra un problema come la febbre?

Cosa fondamentale: se viene la febbre dopo almeno 7 giorni di permanenza in zona malarica o al rientro di una zona malarica, anche dopo mesi, andare subito in ospedale per escludere che sia malaria. Durante il viaggio è frequente la diarrea del viaggiatore che si può affrontare da soli con idratazione o con antibiotici di base, utili da portare con sé. Se compare diarrea con sangue è necessario andare in un centro sanitario. Se morsi da cani o scimmie in zone in cui è presente la rabbia (quasi tutte) bisogna andare subito in un centro sanitario. In generale se si accusano malesseri, come disturbi gastrointestinali, con o senza febbre dopo il rientro è opportuno parlarne con il proprio medico riferendo l’itinerario oppure andare in un PS ospedaliero.

Ci sono poi dei consigli pratici: per esempio la trousse delle medicine deve essere sempre nel bagaglio a mano e non nel bagaglio da stivare. In caso di furto o perdita del bagaglio sarebbe un problema perché molte delle medicine personali non sono di facile reperibilità all’estero. Meglio tenere i bugiardini insieme alle confezioni dei medicinali, quando serve, infatti, non ci si ricorda mai la posologia o non si conoscono a menadito le interazioni con altri farmaci. Durante le escursioni giornaliere bisognerebbe prevedere di portare una sorta di mini kit medico personale e di pronto soccorso.

In caso di disidratazione, quando non si hanno le specifiche bustine reidratanti, si può preparare una soluzione in base alle indicazioni OMS: in 1 litro di acqua si sciolgono 3,5 grammi di cloruro di sodio, 2,5 grammi di bicarbonato di sodio, 1,5 grammi di cloruro di potassio e 20 grammi di glucosio (Fonte: reidratazione da Dizionario medico Treccani). Ma informatevi sempre dal medico su come prepararla per le emergenze in viaggio.

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