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Quando il mare chiama, il popolo dei surfer risponde. Non vogliono perdere nemmeno un minuto della battaglia con i muri d’acqua da sfidare come cavalieri indomiti. Closed for waved, chiuso per onde, è scritto sulle targhette agganciate alle maniglie dei negozi in California, appena è annunciata la mareggiata. Dalle Hawaii all’Australia, ecco i migliori “spot”, i luoghi del surf. Per una giornata da Mercoledì da leoni.

 

Maverick, California (USA)

Quando si è dentro alle onde, è come essere in una nuvola al momento del tuono” ha detto Jeff Clark. Non c’è da stupirsi. Il leggendario surfista è considerato il pioniere delle Maverick’s, le onde anomale che si abbattono sulla costa californiana, a mezz’ora da San Francisco. Tonnellate d’acqua che diventano un muro, alto da sette ai venti metri, grazie a una serie di canyon sottomarini che ostacolano di colpo la marea. Le onde sono segnalate da un sito web con un semaforo rosso, giallo, verde, in modo che i surfisti arrivino in tempo, con la tavola variopinta sottobraccio. Meno rischiosa, ma altrettanto eccitante, Huntington Beach, vicino a Santa Monica, la città del surf. L’Università degli acrobati del mare. 

 

spot-surf-mondo-5Maui, Hawaii (USA)

On shore and sidewind. È la combinazione perfetta tra le grandi onde dell’oceano che si dirigono verso terra e il vento che soffia di traverso, il momento che i surfisti attendono per scivolare in mare con le tavole variopinte davanti alla mitica Hookipa Beach, sulla costa orientale di Maui, nell’arcipelago delle Hawaii. Immortalata sulla copertina di riviste specializzate, la spiaggia richiama ogni anno appassionati da tutto il mondo per sfidarsi in figure acrobatiche sulle onde prima che perdano forza nella risacca, come il cheese roll, il salto mortale in avanti, sotto lo sguardo ammirato dei local, i nativi che scommettono sui loro outsider. Ai meno avventurosi è invece riservato lo snorkeling sulla barriera corallina, l’escursione vicino ad Hana per ammirare le seven sacred pools, le sette piscine naturali collegate da cascate, o al cratere spento del vulcano Haleakala (con una circonferenza di 40 chilometri) dove si può camminare per tre giorni sostando negli appositi rifugi. Poi ci si rifugia a Lahaina, un albergo storico dell’isola: il Pioneer Inn, al 658 di Wharf street (tel. 001.808.6614835). Per gustare piatti di hawaian regional cuisine, il migliore indirizzo è l’Avalon (844 Front street, tel. 001.808.7344652).

Barbados, Caraibi

Le preferite, da sfidare con la tavola, sono Bathsheba e Soup Bowl, famose per la schiuma bianca dei flutti agitati dal vento, sulla costa orientale. Ma è Silver Sands sulla punta più a sud dell’isola, la spiaggia cult degli appassionati di surf e windsurf, da quello tradizionale alla variante kite surfing con aquiloni di traino. Partono Silver Rock Hotel, albergo spartano, i tour, dedicati al surf, alle spiagge e alla Barbados meno conosciuta. Qui ha sede anche De Action, scuola-agenzia-negozio di attrezzature e attività surfistiche. Da non perdere Oistins Fish Fry, la grande festa del pesce fritto e alla griglia, ogni venerdì sera tra steel band e ritmi indiavolati.

 

spot-surf-mondo-4Bali, Indonesia

Negli anni Settanta, quando Kuta era solo un villaggio, arrivavano qui i figli dei fiori in fuga dagli States e sfidavano “ le sinistre più tubanti”, le onde che arrivano da sinistra, alte anche otto metri e formavano una cavità ideale per surfare. Oggi Kuta è una città e l’unico ristorante di quegli anni è Made’s Warung, meta di pellegrinaggi di nostalgici. Ma i surfer arrivano come allora: solo che dopo le cavalcate, si rifugiano a Ubud, nel cuore verde dell’isola. Via dalla pazza folla. Una sfilata di templi, gallerie d’arte e di piccoli ristoranti come il Café Lotus (tel. 0062.361975669).

 

spot-surf-mondo-6Western Australia

Qui ci sono onde da professionisti. A Manly e Bells Beach, la spiaggia protagonista della scena finale di Point Break, si sfidano le leggi della gravità con duelli mozzafiato su muraglie d’acqua. Il palcoscenico del surf, si incontra nella Western Australia, una sfilata di duemila chilometri di spiagge selvagge. A Broome, villaggio del Kimberley dove si coltiva la perla bianca più pregiata del mondo, c’è Cable Beach, 20 miglia di sabbia dorata davanti all’Oceano indiano, dove i ragazzi surfano con i delfini. Indimenticabile anche per chi non ha confidenza con la tavola: nelle notti di luna piena, con la bassa marea, si assiste al fenomeno della Staircase to the Moon, la Scalinata della luna. Il riflesso dei raggi sul mare e la sabbia bagnata crea l’illusione di una scala che porta dalla Terra fino alla Luna.  

 

E l’Europa? Non ce ne siamo dimenticati, e anzi le dedicheremo un articolo ad hoc nelle prossime settimane. Dell’Italia, invece, ne abbiamo già scritto qui

 

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