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I loro taccuini sono zeppi di indirizzi di tutto il mondo, negli alberghi pretendono la stessa camera, gli artigiani li accolgono come amici di sempre. Sono i buyer, i nomadi dello shopping che setacciano il pianeta alla ricerca di tessuti pregiati e oggetti stravaganti da comprare a pochi dollari e proporre alle boutique o ai grandi magazzini dei paesi di origine. Dalla via del rhum a quella delle spezie, dagli altopiani del Guatemala ai villaggi del Sudest asiatico. I mercanti del terzo millennio attraversano luoghi fermi al secolo scorso e raggiungono laboratori in India o in Nepal dove si riforniscono di tessuti unici dagli artigiani del luogo: in occidente nessuno lavora con tanta abilità e a questi prezzi.

 

Mumbai, sete sinuose a pochi dollari

tessuti-articolo-9A Mumbai non si può ignorare Charagh Din, un palozzotto di tre piani, osservatorio privilegiato sugli yuppies della città, che vende solo camicie. Il titolare, ex umile sarto, le propone in 27mila varianti, tanto da essersi meritato un Guinness dei primati. Dalle sete sinuose, agli straordinari cotoni da scoprire in mezzo alle viscose più pacchiane, tutte a pochissimi dollari. Ma i più raffinati raggiungono il Kerala, a ovest, dove fin dai tempi dell’Impero romano, partivano per l’Occidente le navi cariche di peperoncino, cannella, cardamomo, e pietre preziose che i marinai riportavano dai loro viaggi in Estremo Oriente.

 

Una storia di 1900 anni fa

Di quegli antichi scambi restano tracce nei negozi di antiquariato ospitati nei depositi della trading companies attorno alla sinagoga della vecchia città ebraica, le case con la stella di David dipinta accanto a simboli indù: una storia di 1900 anni fa quando un folto gruppo di ebrei si rifugiò qui dalla Palestina. Dietro i portali lavorati si aprono le botteghe dei rigattieri con i quaderni pieni di indirizzi di antiquari europei e di collezionisti  privati che  si riforniscono qui. Da Epic Crafts, una grande bottega disordinata, si trovano, a prezzi bassissimi, statuette antiche portoghesi recuperate nelle varie chiese, scatole da matrimonio ottocentesche in legno tropicale arancione e nere, ma anche statuine che rappresentano animali e divinità, in bronzo, del Settecento. 

 

Da Fort Cochin a New York

Le copie dei mobili di Crafters Antique Shop sono in vendita nei blasonati grandi magazzini di Parigi e New York. Dai bauli ottocenteschi del Gujarat in legno con chiusura in ottone ai pannelli in teak  con intarsi in maiolica colorata. Davanti a Fort Cochin, nell’oceano sfiorano l’acqua le grandi reti cinesi da pesca appese ai bilancieri. A pochi minuti, nella sala dell’Our Lady’s Convent, si fa incetta di straordinarie organze, nuvole di mussola e cotoni grezzi bianchi, tutti tessuti a mano dalle novizie.

Bali, il paradiso segreto dei signori dello shopping

Ma è un villaggio della defilata isola di Lombok, a poche miglia da Bali, il paradiso segreto dei signori internazionali dello shopping, soprattutto interior designer che trovano ispirazioni per le blasonate case etno chic dei loro clienti. Ad Ampenan, attorno al vecchio porto, un dedalo di vicoli battuto da mercanti europei e americani, il magazzino Primitive Antiques è annunciato da decine di porte e portali vecchi di 300 anni, dai colori sfumati, accatastati all’ingresso, decorati con motivi floreali tipici della tradizione islamica, accanto a cassapanche ottocentesche in legno intagliato.

 

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Il panama? In Ecuador…

Anche il Sudamerica è una miniera di scoperte. A cominciare dai panama Montechristi, i più pregiati, in vendita da Borsalino a circa 700 euro. In Ecuador, invece, dove vengono fabbricati, si comprano tra 10 e 100 dollari, a seconda della finezza della trama dalle donne sulle panchine nelle sonnolente placas de Armas dei villaggi attorno a Cuenca o da Homero Ortega, da quattro generazioni, preferito dai buyer tra la moltitudine di produttori del mitico cappello.

 

Non solo cocaina

tessuti-articolo-4Perfino la sperduta Bolivia nota al mondo più gli altipiani coltivati a coca che per l’artigianato, ha i suoi segreti. Solo pochi avventurosi raggiungono il villaggio di Potolo, a ovest di Sucre, miraggio bianco protetto dall’Unesco, sul fiume Quirpinchaca. La meta è la stessa, i preziosi tessuti a telaio degli indios Jalq’. Leoni alati, diavoli minacciosi, uccelli con quattro ali: sono gli animali fantastici il tema ricorrente di quest’arte antica, quasi scomparsa, recuperata dal laboratorio Projecto Textil Asur, che accompagna ogni manufatto con la fotografia della donna india che l’ha realizzato. Ma l’indirizzo carpito ai gelosissimi buyer è Artesania Tarabuco, un’insospettabile bottega polverosa tra le case della città vecchia. La proprietaria è una boliviana che parla in idioma locale, ma raccoglie in tutta la regione vecchi aguayco e axsu, le stoffe rettangolari che le donne utilizzano come gonne, da appendere come arazzi.

 

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Ogni stoffa un racconto

Terra di caccia per i tessuti anche il Guatemala: ogni stoffa, ogni abito realizzato al telar de cintura, di origine precolombiana, racconta l’universo maya popolato di alberi della vita, aquile e serpenti piumati, ciclo sole-luna (nella foto a sinistra). Oltre che nel troppo turistico mercato di Chichicastenango, incastonato tra le montagne, l’indirizzo degli happy few è la Tienda tipica Nebaj, una bottega di Panajachel, grosso borgo sul lago Atitlan, nascosta in un piccola traversa di calle Santander, davanti alla scuola, tra la miriade di bancarelle prese di mira da società internazionali che acquistano in blocco intere partite di tessuti vecchi, originari delle varie etnie.

 

Tribal chic

Se invece si cercano le stoffe africane, merita uno sguardo Johannesburg, crocevia per il Mozambico, il Botswana e i parchi del Sudafrica. Parole inglesi, francesi, tedesche si sovrappongono agli idiomi locali all’African Craft Market del quartiere di Rosebank, dove confluiscono oggetti dai vari paesi dell’Africa. Tessuti in rafia con intarsi di conchiglie, posate con manico in corno, maschere dello Zaire, uova di struzzo laccate, gioielli della Namibia. Da acquistare alle bancarelle o a Djinn Palace, tempio indiscusso dello stile tribal chic. 

 

Tutti gli indirizzi dei nomadi dello shopping

 

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