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Da Orient-Express nasce un inedito itinerario gastronomico ispirato con ironia ai sette peccati capitali: una declinazione insolita e originale dei sette vizi in sette diverse proposte gourmet. In anteprima sulla creazione delle ricette “peccaminose”, gli Chef svelano le loro passioni e i loro talenti.

Lussuria
Secondo Renato Piccolotto, Chef dell’Hotel Cipriani a Venezia, la lussuria trova la sua epitome nel Nerone Soufflé, famoso dessert al cioccolato servito presso il ristorante Fortuny. Da 25 anni alla guida della brigata in cucina, Renato ha da sempre un occhio di riguardo per i piatti locali e autentici, in cui i sapori degli ingredient i sono esaltati nella loro semplicità.

Gola
Lo Chef Attilio Di Fabrizio di Villa San Michele a Firenze non ha dubbi: la golosità si può riassumere in una crostata alla marmellata di more di gelso fatta in casa da sua moglie. Attilio supervisiona la cucina dell’hotel dal 1987 oltre alla rinomata Scuola di Cucina Buono Buonissimo!, dove guida gli ospiti che desiderano cimentarsi nella realizzazione di alcune tipiche ricette toscane.

Accidia
A Taormina lo Chef Roberto Toro del Grand Hotel Timeo svela che in cucina la vera essenza è l’operatività, tutto il contrario dell’accidia. Roberto si è unito alla brigata di cucina dell’hotel nel 2006 e dal 2012 è fiero di poterla guidare come Chef de Cuisine. Adora la gastronomia siciliana per la sua ricchezza e varietà che ripropone con fedeltà e passione nei propri menu.

Avarizia
Corrado Corti, Chef dell’Hotel Splendido a Portofino dal 1999, e oggi a capo di un team di 22 persone,  osserva: “Essere avidi non è mai facile. Io lo sono quando si tratta di sfruttare al meglio i pochi ingredienti che uso quando cucino. L’unico ingrediente cui non potrei rinunciare nemmeno su un’isola deserta? Il timo! E’ per me l’ingrediente principe, utile per tutti i tipi di piatti, dal pesce alla carne”.

Ira
Per quanto riguarda l’ira, Roberto Villa, Chef dell’Hotel Splendido Mare, sentenzia: “A volte quando sono in cucina, ho un’espressione ‘arrabbiata’. In realtà, è il mio modo di restare concentrato”. Roberto, che lavora al Chuflay Restaurant dal 2001 ed è profondamente innamorato del territorio e della tradizione gastronomica ligure, ha una sfrenata passione per la carne che  adora accompagnare con champagne rosé.

Invidia
Salvatore Gambuzza, nuovo Executive Chef del Ristorante Oliviero di Villa Sant’Andrea, è un vero e proprio artista che crea opere d’arte culinarie ispirandosi ai profumi e ai sapori della sua Sicilia. La ricetta preferita di Salvatore è il Timballo Siciliano, mentre il piatto che più rappresenta la sua ‘invidia’ da vero siciliano è Spaghetti con aglio, olio e peperoncino.

Superbia
Lo Chef de Cuisine dell’Hotel Caruso di Ravello, Mimmo Di Raffaele si definisce “creativo, orgoglioso e insaziabile alle novità”. Il piatto che più lo rappresenta è Il Ricco e il Povero dove la “nobile” aragosta si unisce alla “plebea” mortadella. La sua ultima creazione è l’essenza stessa della superbia: Tu vuò fa l’americano composta da pane di sesamo, hamburger di tonno, insalata, patatine e salsa Caesar.


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