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Tropico è meglio. La pensano così centinaia di habitué che snobbano i prezzi e le folle dell’estate mediterranea e si assicurano una casa o una stanza in albergo a Saint Barth a prezzi ridotti della metà, grazie alla bassa stagione che comincia il 30 aprile e dura fino a metà dicembre. Non solo. Le piogge sono quasi inesistenti, la temperatura piacevole. Insomma, ai Caraibi c’è un altro mare nostrum. Siamo andati a scoprirlo con un reportage e un video blog…

 

Da raggiungere a bordo del piccolo bimotore (Videoblog 1), l’unico aereo in grado di arrivare qui, che fa il pelo alla collina e si posa con un atterraggio da cardiopalma sulla spiaggia di St. Jean, a pochi metri dal mare carico di personaggi da copertina, ma anche foie gras, paté e champagne, ovvero l’approvvigionamento di alberghi e ville della Saint Tropez dei Caraibi. St Barth è un’isola palcoscenico. Ma nessuno si gira per ammirare le celebrities. Perchè la filosofia di questo scampolo tropicale della Douce France, madrepatria d’oltreoceano, è l’understatement. Qui non ci sono megadiscoteche o fast food, ma pianobar e ristorantini sulla spiaggia. E neppure piantagioni, distillerie di rum, clima appiccicoso o spiagge arredate come salotti. Gli abitanti sono biondi con gli occhi azzurri, eredi dei pionieri bretoni e svedesi cui l’isola fu ceduta dai francesi nel 700. “Per vivere felice, vivi nascosto” è il motto del luogo.

{videobox}64909396|Videoblog 1: il decollo dall’aeroporto di St. Barth|,
64909212|Videoblog 2: time lapse sul porto di Gustavia|,

64908943|Videoblog 3: una delle ville di SiBarth{/videobox}

Sulle morne, le verdissime colline, spiccano i tetti rossi a punta delle ville dalle raffinate architetture che non superano l’altezza di una palma. Rifugi dorati collegati da strade che nessuno vuole asfaltare. Mai chiusi a chiave, ma aperti ad habitué che si ritrovano per il planteur, l’aperitivo al tramonto o la cena nei patio dove si ascoltano languide beguine e chanson francesi. E’ un’emozione la vista sul porto di Gustavia (Videoblog 2) del sole che si tuffa nella baia anche dalla terrazza dell’hotel Karl Gustav, location del popolo della vela. Sulle banchine si allineano le insegne di Hermès, di Gucci, di St. Laurent. Snobbati a vantaggio delle le botteghe di artigianato locale come Le Comptoir du Cigar dove si trovano sigari pregiati e panama raffinati come il Montechristi.

Le più belle case di Saint Barth (Videoblog 3) sono nel catalogo di SiBarth, agenzia blasonata nata dalla felice intuizione del francese Roger Lacour, sbarcato qui più di trent’anni fa con la moglie Brook: oltre 200 proprietà contese da celebrità internazionali, come Brad Pitt e Angelina Jolie. Mentre casette creole di legno in colori pastello con decorazioni gingerbread annunciano il villaggio di Lorient lungo la spiaggia di sabbia bianca di 600 metri battuta dalle onde. In mezzo la chiesetta cattolica ottocentesca con i gusci di lambis, le grandi conchiglie rosa come acquasantiere e lo struggente cimitero marino dalle croci bianche. La colazione è d’obbligo alla panetteria La petite Colombe che sforna croissant degni del miglior boulanger parigino. Anche se il bar storico dell’isola è il Select a Gustavia (Videoblog 4), preferito dagli skipper. La spiaggia della cittadina è Shell Beach (Videoblog 5), così chiamata per le migliaia conchigliette che la ricoprono.

{videobox}64908634|Videoblog 4: il Bar Le Select a Gustavia|,
64909015|Videoblog 5: Shell Beach, la spiaggia delle conchiglie|,

64908516|Videoblog 6: Anse de Colombier{/videobox}

E poi ci sono le spiagge, come la leggendaria Anse de Colombier (Videoblog 6), chiamata anche di Rockefeller perchè si affaccia qui la dimora di proprietà negli anni Sessanta del miliardario americano: si può raggiungere con una passeggiata di venti minuti da Anse de Flamands, lungo il sentiero che si snoda a mezza collina, tra distese di melocactus, chiamate tete d’anglais, per la protumberanza rossa che ricorda la testa rasata e arrossata dei marinai dell’ammiraglio Nelson, e scorci smozzafiato sul mare. Il premio è l’acqua turchese punteggiata di barche che sembrano sospese nel vuoto e la sabbia bianca finissima.

 

{videobox}64908815|Videoblog 7: Plage Toiny|,
64909089|Videoblog 8: Plage de Saline|,

64915568|Videoblog 9: Anse du Gouverneur{/videobox}

Ma sono a sud le cale preferite dal Tout Saint Barth. Come Toiny (Videoblog 7) selvaggia, che ricorda le coste frastagliate e tempestose della Normandia, preferita dai surfer più esperti e spericolati. Qui Rudolf Nureyev, habitué dell’isola, aveva espresso il desiderio di finire i suoi giorni, nella sua casa a picco sul mare decorata con ceramiche bretoni. Ma la più amata è Plage de Saline (Videoblog 8) dalla sabbia dorata, rifugio di uccelli marini, dove fino agli anni Settanta c’erano distese di sale. Ognuno arriva con il suo ombrellone, i nudisti occupano angolini discreti protetti dagli arbusti, nessuno gioca a pallone o ascolta musica ad alto volume. La striscia di sabbia finissima si confonde con la fitta vegetazione a Gouverneur (Videoblog 9) o punteggiata dalle barche. Da qui si può vedere la caverna del Grande Pointe leggendario rifugio di pirati.

Guarda il video blog integrale:


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