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Arrivavano a metà degli anni Sessanta dalla California, da Londra, da Parigi, dall’Italia. In fuga da chiamate alla leva in Vietnam, da vite predestinate al successo. In piena dittatura franchista, i figli dei fiori avevano trovato a Formentera l’isola perfetta. Niente luce elettrica, né telefoni, mare dalle sfumature tropicali e spiagge bianche come Llevante, dove, da allora, il costume è bandito. Inno ufficiale, Formentera Lady, la canzone scritta dai King Crimson, uno dei gruppi storici rock, installati qui, come i Pink Floyd che a Mijorn composero Dark Side of the Moon e Bob Dylan che abitava in un mulino a La Mola.

 

formentera-7Alcuni hippies si sono fermati e hanno messo in piedi localini e boutique, agenzie di servizi, all’insegna del take it easy. Non si è pentita della scelta Silvia Cescutti, titolare della Laffitta Case, l’agenzia più frequentata, con una clientela top, nume tutelare per gli italians famosi e non che approdano qui. Ma gli hippies vintage sono soltanto un ingrediente del melting pot di Formentera, che annovera non solo veline e calciatori, ma un’allegra tribù di pubblicitari, designer. Come Philip Starck, proprietario di una delle case più fascinose, o lo scultore israeliano Ron Arad, che va in giro spettinato con la borsa di paglia e adora bere la hierba, il liquore isolano, al Fonda Pepe, lo storico ritrovo degli hippies.

 

formentera-4L’isola più glam del Mediterraneo, bucolica e payesa, contadina, con le case in architettura geometrica, essenziale, legno e pietra, tetti in coppi, non è cambiata molto da quando si lanciavano al mondo messaggi di pace e fratellanza. Sempre che la si eviti ad agosto, quando orde di italiani la trasformano in una Rimini spagnola, da evitare a tutti i costi. Non ci sono aeroporti e neppure le mega discoteche di Ibiza, a 11 miglia, o gli albergoni per sbarchi di massa low cost. Ma fincas di charme in affitto, chiringuito per aperitivi in spiaggia, e un paio di resort etnochic. Per una vacanza in bermuda o in pareo, in compagnia degli amici più cari, immersi in una natura selvaggia di distese di fichi, vigneti, muretti a secco e greggi di pecore.

formentera-6Da esplorare a piedi, in bicicletta, o in motorino, lungo una rete di sentieri e strade di campagna che collegano tra loro borghi come Sant Francesc Xavier, il capoluogo, La Savina, il porto e Sant Ferran. Come il Camì de s’Estany, quasi tre chilometri che costeggia lo stagno Pudent. La giornata inizia con la colazione a base di cappuccino e enseimadas, le tipiche paste spruzzate di glassa e la lettura dei giornali (tutte le edicole hanno i maggiori quotidiani e riviste italiane) al Bon Gust  Café a San Francesc Xavier, un pugno di case attorno alla chiesa catalana settecentesca (foto a destra).

 

formentera-5Poi, a seconda dell’immancabile vento che scolpisce le dune e increspa il mare, si sceglie la spiaggia. A nord, le spettacolari Platja Llevant e Platja Illetes, lungo una penisola che si protende nel mare. Sul lato ovest, acque caraibiche trasparenti, sabbia bianca e decine di yacht ormeggiati ad un centinaio di metri da riva, a est, invece, qualche onda in più e acqua color cobalto. Davanti, l’isolotto roccioso di Espalmador, tre chilometri quadrati, parco naturale, rifugio di specie animali e piante rare, dominato dalla settecentesca torre Sa Guardiola, da raggiungere a nuoto o a piedi: l’acqua arriva alle spalle. Il tramonto, irrinunciabile rito isolano, si aspetta, rigorosamente a piedi nudi, con un bicchiere di mojito al mitico Blue Bar. A sud, l’infinita mezzaluna di Platja de Mitjorn, una sfilata di dune e calette di sabbia per otto chilometri, è punteggiata di chiringuitos, baretti in legno dove assaggiare insalata payesa.

 

formentera-8Per sentirsi davvero isolani, bisogna affittare una casa. Da Laffitta Case naturalmente, che ha una vastissima scelta sul meglio dell’isola (a destra, una delle case). Come villa Mathelito, a Migjorn, a poche centinaia di metri dalla spiaggia, circondata da pini, oppure Stanga house, in Camí de Can Riera, immersa nel verde. Casa del Mar, invece, è alle spalle di Cala Saona. Quando c’è luna piena ci si disperde nella notte isolana. Sulle terrazze protese verso il mare, in spiaggia, in barca nell’acqua color argento. Ma per chi tira l’alba tra chiacchiere, musiche chillout, l’appuntamento è a cap de Barbaria. Nelle giornate terse, appare come un miraggio la costa dell’Africa.

 

© Sailing & Travel Magazine 2013 – Riproduzione Riservata

 

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