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È qui che si alza la duna più alta d’Europa. Ed è qui che la brughiera segna i confini di un mare forte e affascinante. L’Atlantico. Il mare verde si arresta di colpo. Ma l’aroma dei pini, spinto dal vento, avvolge la montagna di sabbia fine: la Dune du Pilat, la duna più alta d’Europa. Una sfida per i solitari che la scalano al tramonto, quando il sole la incendia di sfumature ocra, viola e oro e si lasciano scivolare lungo i cento metri di altezza. Un trampolino di lancio per i deltaplani dalle ali colorate che prendono il volo verso l’Atlantico blu scuro. È qui che, tra cielo terra e mare, la natura esplode, selvaggia, avvolgente, bellissima.

 

Suggestione africana

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La douce France ha il sapore del Sahara nella Côte d’Argent, la costa d’argento dell’Aquitania, dove le onde sono alte come quelle del Pacifico. E in piena suggestione africana si organizza d’estate una corsa di cammelli. Qui nel bacino di Arcachon, le bassin, gli allevatori di ostriche invitanti come quelle della Bretagna pettinano ogni giorno i fondali tra le barche adagiate, a marea bassa, in attesa di poter galleggiare. Gli ultimi raggi del sole illuminano le acque frequentate da trampolieri, berte e procellarie che banchettano sul tappeto di morbide alghe viola. All’orizzonte un gruppo di cavalieri va incontro al tramonto.

 

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Nei parc à huître con i pescatori

A bordo di una pinasse, la barca a fondo piatto dei pescatori, si esplorano i parc à huître, bordati dai pignots, i fitti paletti che disegnano l’acqua a ghirigori. Per non perderne il sapore c’è chi arriva a cena da Bordeaux. E si siede nel locale dei fratelli Diego, ostricari da quattro generazioni, che servono il menu retour de pêche, dal mare in tavola. La grande duna, quasi una montagna sacra, ha talmente colpito la fantasia popolare che Alban Marquet, maestro pasticciere in avenue Gambette, ne ha fatto un dolce.

aquitania-duna-pyla-sur-merArcachon, la Regina del ballo

All’ombra dei grandi pini appare Arcachon, la Regina del ballo, come la chiamavano gli habitués, premiata con la bandiera blu del mare più pulito. Nella “Ville d’hiver”, il quartiere del 1860, Napoleone III e l’ingegner Gustav Eiffel, quello della torre, sfuggivano ai rigori dell’inverno. Si visitano i porticcioli della punta Cap Ferret, la spiaggia più elegante, celebrata dal film Piccole bugie tra amici, si tira tardi ad ascoltare musica al Rock Food, sul lungomare di Hossegor, bianca e piena di fiori, si racconta di prede favolose nei bar di Capbreton, “il porto dei cento capitani” da cui partivano i marinai alla scoperta dell’oceano ostile. In bicicletta o a cavallo, ci si inoltra in lunghe stradine sterrate che attraversano le dune e i boschi.

 

aquitania-spiaggiaLe Landes, la più grande foresta d’Europa

A qualche chilometro, le Landes: la brughiera, il polmone verde, la più grande foresta d’Europa, parco regionale dal 1970, appena 30 abitanti per chilometro quadrato. Qualche albergo isolato, un gregge di pecore. La mano dell’uomo si è posata leggera sul paesaggio, incidendo il segno ondulato di una strada, pennellando le porte delle case degli abitanti che applaudono la course landaise, la corrida incruenta con i bovini cresciuti in libertà. Nelle sere d’inverno, il vento dell’Ovest sibila tra i rami impenetrabili. E quasi ci si aspetta che il sottobosco profumato di erica e funghi si animi dei folletti protagonisti delle leggende narrate ai bambini davanti al focolare.

 

Chiacchiere di mare davanti a un bicchiere di Bordeaux

aquitania-labastide-d-armagnacI tempi sono lenti, mediterranei, nei villaggi da cui partono sentieri che univano le fattorie dei pastori. A ottobre la caccia ai colombi, la pesca nelle acque dei fiumi chiare come il gin. E la domenica mattina, chiacchiere di mare e cavalli davanti a un bicchiere di Bordeaux, nelle cittadine che si chiamano Mont de Marsan, il capoluogo, o Labastide d’Armagnac, la più conservata delle bastides, le città costruite nel Medioevo, con l’antico Café du peuple, ora casa privata. Del villaggio originario resta solo la piazza centrale con i portici su cui si affacciano le case in pietra o a colombage, con travi in legno sull’intonaco bianco, che hanno ispirato Enrico IV nella progettazione della splendida Place des Vosges, nel cuore del Marais, a Parigi.

 

aquitania-eugenie-les-bainsLe terme della principessa

Insospettabile, Eugénie les Bains, il piccolo paese termale dove la principessa Eugenia “passava le acque”, nasconde una sorpresa: “Le Couvent des Herbes”, un convento del 1700, dove le camere si chiamano “Le temps de cerises” o “Jardin secret”. A 40 chilometri: Bordeaux. L’Air du temps è l’indirizzo dei viaggiatori incantati dell’Ottocento: bauli di legno, le prime Vuitton. La tradizione inglese e marinara si ritrova da Antiquités: sestanti, quadri di velieri, bussole, cannocchiali.

 

aquitania-faro-cap bretonCome l’ombra delle nuvole

E se non si resiste al richiamo dell’Atlantico, in mezz’ora di auto si raggiunge la costa. Un pescatore con mille rughe guarda il mare che infuria: “A ovest niente di nuovo“, dice, mentre tira in secco la barca che è stata di suo padre e, forse, andrà a suo figlio. Così passano le stagioni e gli anni. Come l’ombra delle nuvole.

 

© Sailing & Travel Magazine 2013 – Riproduzione riservata

 

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