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Fino alla scoperta dell’America l’ultimo lembo conosciuto del mondo era questo scampolo di roccia affacciato sull’Atlantico, El Hierro, la più piccola e la più occidentale dell’arcipelago delle Canarie, 278 chilometri quadrati, Riserva della biosfera per l’Unesco che punta su acqua e vento per diventare la prima isola al mondo alimentata al 100% di energia rinnovabile, è una sfilata di mille vulcani, campi di lava, precipizi e grotte, piccole cale a cui si accede lungo scalette scavate nella roccia.

 

Senza tracce del mondo di oggi

el-hierro-8Diecimila abitanti vivono nei villaggi come San Andres con le casette bianche attorno alla piazza della chiesa o nelle fattorie sperdute, tra distese di fichi d’India e alberi millenari come il garoé, simbolo dell’isola, con le foglie che assorbono l’umidità delle nuvole e si gonfiano d’acqua. Non ci sono tracce del mondo di oggi, ecomostri, resort hollywoodiani, spodestati dai crateri tormentati, torrenti di pietre, colate nere dai gelidi riflessi di ossidiana, lucertoloni dall’aspetto preistorico come la Gallotia simonyi endemica, lunga circa 60 cm, che sopravvive in poche centinaia di esemplari nella parte meridionale dell’isola, a Risco De Tibataje, in la Fuga De Gorreta. La punta di Tacoron, immensa distesa di lava (la più grande dopo quella delle Hawaii), si addolcisce in una grande piscina naturale dove risuonano echi di vita, una chitarra che accompagna una melodia d’amore, gare improvvisate di tuffi, risate di bambini.

el-hierro-5La star

Ma la star è il superfotografato Mirador de la Peña, a Guarazoca, disegnato da Cèsar Manrique, l’artista delle Canarie, che domina da 1000 metri la baia di Punta Grande. Dalla vetta di El Julan, la silhouette bianca del faro di Orchilla, antico punto di riferimento delle mappe nautiche, dove Tolomeo nel II secolo fissò il Meridiano Zero, spazia su un deserto di roccia punteggiato di euforbie e su tramonti rosso fuoco. Le spiagge migliori si scoprono a Tamaduste, e nell’ampia baia di El Golfo con le piscine naturali di El Charco Sargos, El Charco Azul, protette da un arco imponente di basalto, e Charco Manso, tra i luoghi più affascinanti dell’isola.

 

Per surfisti e subacquei

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I surfisti si danno appuntamento a La Cala de Timijiraque con i resti della vecchia salina. Pennellate rosso intenso annunciano Verodal, la spiaggia più grande. Mentre la foresta Laurisilva, nel cuore dell’isola, è l’avamposto di una trentina di sentieri come il Camino del la Virgen, il più famoso, che attraversa El Hierro da ovest a nord. I subacquei non si perdono i fondali ricchissimi di Punta Restinga di fronte al molo del villaggio di La Restinga, nell’estremo sud, una lingua di lava sottomarina dove tra scogliere, piattaforme sabbiose e grotte si fanno incontri ravvicinati con cernie di grandi dimensioni, mante imponenti, pesci trombetta o pappagallo, murene.

 

L’indirizzo mitico

Ma l’indirizzo mitico più suggestivo è a Las Puntas. L’hotel Punta Grande è il più piccolo del mondo, secondo il Guinnes dei primati, affacciato sul mare quasi sempre in tempesta. Perfetto per un aperitivo a base di quesadillas,il piatto dell’isola, una cena a lume di candela o per far perdere le tracce, assolutamente unplugged. 

 

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