Il principale motivo per cui non avrei mai voluto trasferirmi a Perth era per la sua lontananza dal resto del mondo. L’Australia conta sì e no quattro città degne di nota. Tutte sono raggiungibili da Perth in cinque comode ore di volo. Perth confina ad ovest con L’Oceano Indiano, a nord e a est con distese di terra rossa e rocce minerarie, a sud una distesa di bush e colline verdeggianti. Praticamente intorno il Nulla. Ma c’è un’isola-miraggio che rincuora i malcapitati nativi del western Australia: Bali.

Sapere che quell’isoletta sognata da surfisti, yogini, scrittori e artisti di tutto il pianeta abbia addirittura lo stesso fuso orario, li fa vantare di avere qualcosa di unico a portata di mano. Non sorprende che Bali sia diventata una delle mete più gettonate dagli Australiani, tanto da coprire il 25% degli arrivi turistici internazionali. Purtroppo il turista medio australiano a Bali non gode di una idilliaca fama, ma piuttosto quella di poco prestigiosa banda di ubriaconi chiassosi. Ma in fondo, quando la birra è la bevanda più apprezzata e costa 10 volte in meno che in patria, forse saremmo tutti così!

Atterrati a Seminyak ho da subito cercato di evitare malintesi sulla mia nazionalità con astute tecniche quali: utilizzare passaporto viola-tavernello a mo’ di ventaglio, offrirmi volontaria come sherpa al mio fidanzato surfista e aggrapparmi alla tavola da surf come polipo (non koala!!!), indossare sgraziati pantaloni extra-large tenuti in vita da una poco affidabile cordicella come una vera praticante di yoga.

La nostra prima tappa e’ Seminyak, dove ci fermiamo un paio di giorni per un matrimonio di amici. Insieme a Legian e Kuta sono le cittadine più trafficate e turistiche dell’isola. Seminyak sta a Perth come Lloret de Mar a Cinisello Balsamo. Si trovano sulla costa centro-occidentale, a poca distanza l’una dalle altre, vantano lussuosi resort sul mare, ristoranti, spa e boutique e le stesse in versioni economico-kitch. Se il vostro budget non vi permette di alloggiare al W o al One&Only Resort, non dedicherei a questa zona più di un giorno. Il traffico di motorini è irritante, i tassisti e i venditori alle bancarelle sono insistenti e arruffoni, il cibo è noioso e potenzialmente contagioso, i marciapiedi sono pieni di buche.

Nei tre giorni passati a Seminyak mi sarei volentieri dedicata una delle mie attività preferite: extreme-shopping, ma il tempo era poco e appena arrivata avevo appuntamento con la futura sposa e l’entourage di amiche per la festa di addio al nubilato. Mi sono liberata dal mio camuflage (per puri fini di ricerca e identificazione con il mio nuovo Paese di residenza, chiaro no!?!) e con le mie nuove amiche di DownUnder ho provato la birra locale (Bintang – icona nazionale), più un paio di altri cocktail fantastici… concludendo la serata da vera turista Aussie. Tanto che persino il sorridente taxista indonesiano ci ha creduto! Fatto sta che non vedevo l’ora di far le valigie e raggiungere la mia prossima sognata tappa: Ubud.

 

Provati per voi :


Spa: Esthetic Spa
Shopping: in Jl Raya Seminyak & Jl Laksmana trovate tantissime adorabili boutiques di designer locali e stranieri. Per ogni gusto e budget.
– Food: premetto che sono vegetariana con tendenze vegan. Per i lettori che condividono la mia scelta alimentare consiglio Zula (Jl Abimanyu 5) e Earth Cafe (Jl Laksmana 99) 
– Drink: Gago Gado. Bellissimo setting per aperitivo sul mare. Anche i piatti sono fantastici, come il Gaspacho con anguria e crema

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