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Appena trasferita in Australia, dopo aver finalmente (e faticosamente) trovato casa, era giunto il momento di darmi da fare con il secondo fondamentale compito: ottenere un visto che mi permettesse di vivere e lavorare in Australia.

 

Mi sarebbe dispiaciuto aver trovato una casa per J., Peggy e Hugo, per poi doverli salutare poco dopo… E visto che ormai avevo superato l’età del working holiday visa (“è che sembro più giovane” non conta), se avessi voluto trovare lavoro facilmente la via più semplice era dimostrare che io e J. fossimo una coppia di fatto, per ottenere così un’estensione del suo visto.

Il solo pensiero di dovermi mettere a lottare con telefoniste e uffici pubblici mi faceva venire nausea e orticaria. Ma non avevo scelta. Mi sono seduta con tre tazze di the verde, incenso e Jack Johnson in sottofondo per preparami all’impresa. Mi hanno presa alla sprovvista quando ho scoperto che a differenza del Nostro Bel Paese, il governo australiano mette online un sacco di informazioni chiare e accessibili per aiutare i cittadini o i visitatori che vogliono entrare in Australia. Scopro poi che gli uffici sono strutture pulite, ordinate ed accoglienti. Trovo che gli impiegati e i telefonisti sono persone felici di fare il proprio lavoro, disponibili, professionali, e contenti di aiutare l’utente. Insomma, mancava di incontrare Paolo Bonolis con un caffè Lavazza per credere di essere in Paradiso.

Comunque, dopo aver fatto per bene i miei compiti, comprovando con foto, documenti, biglietti aerei, bollete, contratti, dichiarazioni di amici e parenti… che io e J. stavamo insieme da 6 anni, in soli 10 giorni dalla presentazione della mia domanda, possedevo un visto che mi avrebbe permesso per quattro anni di vivere e lavorare a DownUnder!

Risolti i problemi per casa e visto, non mancava altro che trovare un lavoro… (nel prossimo post…)

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