blog_italiani_in_fuga_cerco_casa_disperatamente

Il 7 giugno scorso al terminal 1 di Malpensa potevo finalmente rilassarmi. Si, perché a me aeroporti, carte di imbarco e sedili (anche di economy class) rilassano. Sarà che ero assistente di volo, ma pensare di potere finalmente godere la tranquillità di un viaggio in cui qualcuno mi serve da mangiare e da bere, mentre un altro guida, mi mette in modalità switched off. Ma ormai avevo di che essere felice: i cani stavano per sbarcare a Sydney, la casa in Italia era chiusa, e i miei averi erano impacchettati (per la maggior parte vestiti, scarpe e 2 anni di abbonamento a Vanity Fair). Potevo tirare un sospiro di sollievo e con i miei 30 kg di bagaglio raggiungere la mia dolce metà DownUnder! Ma i problemi erano in agguato…

 

A 30.000 piedi dal suolo, cullata tra le leggere turbolenze dell’Oceano Indiano potevo sognare di una nuova vita ad abbracciare Koala, saltare con kanguri, fare surf e vivere in una casa vista mare… Se solo la vita fosse idiliaca come a bordo di un Boing triple-seven! Infatti, neanche il tempo di abbracciare il mio Boyfriend che già ci toccava risalutarci. Stava seguendo un mega progetto al nord tra porti e miniere, e per i sei mesi successivi ci saremmo potuti vedere ad intervalli di tre settimane. SIGH. Ma abbiamo le ossa forti e poi, avevo già così tante cose da fare, tipo trovare casa, visto, lavoro, amici… che il tempo mi sarebbe volato. Infatti, il primo grande problema del trasferimento in Australia sarebbe dovuto essere risolto nel minor tempo possibile: cercare casa.

All’arrivo in Australia avevamo a disposizione un appartamento in centro Perth, anonimo, moderno, con la puzza di unto che saliva dal ristorante italiano di sotto. Avevo un mese di tempo per cercare una nuova dimora. I requisiti che ci eravamo prefissati con il nostro budget erano: giardino per i cani, tre stanze con almeno due bagni, vista mare, non distante dalla città. Due settimane e venti visite a real estate più tardi, abbiamo alzato il budget e dimezzato le nostre apettattive. Cercare casa nell’area di Perth nel 2012 era (ed è) difficilissimo: innanzitutto devi sgomitare con altre 30 persone che come te vanno ai “viewing” per scegliere la casa. Qui decidi se fare un’application che acquista valore solo se dai il deposito di una settimana di affitto (dai 400 ai 650 dollari circa). Solo a quel punto il padrone di casa, dopo aver scrutinato le tue referenze, emette il verdetto. Risultato? Ci hanno bocciati in tantissimi!!!

Ho scoperto solo mesi più tardi che avremmo dovuto omettere un piccolo grande particolare: alla domanda “do you have any pet?”, rispondere sempre NO… A due giorni dallo sfratto, dove eravamo ormai certi ad un’esperienza di vagabondaggio e ponti, è arrivata la casa dei nostri sogni. Sembrava un miraggio, ma sentivo che era quella giusta. Aveva un giardino enorme, i cani erano benvenuti e soprattutto era a Fremantle, la cittadina sul mare a 25 km da Perth!

Trovata casa, c’era da affrontare il secondo grande compito: ottenere un visto che mi permettesse di vivere e lavorare in Australia… (nel prossimo post!)

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