È stato uno dei meriti di Fidel, consegnare al terzo Millennio un’isola dalla natura intatta. Prima che la fine del bloqueo, l’embargo, porti inevitabilmente alla trasformazione di Cuba nella Riviera Maya messicana o nella dirimpettaia Florida, a vela si può scoprire il piccolo Eden dei Jardines de la Reine, nel golfo di Guacanayabo, battezzato così da Colombo in onore della regina di Spagna.

 

250 isolotti selvaggi

cuba-8È uno dei protagonisti di Reef Libre, Cuba The Last, Best Reefs in the World, il nuovo libro di Robert Wintner, celebre fotografo e regista subacqueo. Mentre nei Caraibi il 50 per cento delle barriere coralline è scomparso negli ultimi decenni, qui ci si trova davanti un acquario tropicale, un ecosistema unico ricchissimo di biodiversità, parco nazionale marino, a una sessantina di miglia dalla costa sud. Un arcipelago di 2170 chilometri quadrati, 250 cayo, isolotti selvaggi incastonati nei canali turchesi, canyon profondi ricoperti di coralli, gorgonie e spugne di ogni colore, dove nuotano maestose aquile di mare, mante. La star è la cernia gigante che raggiunge i 200 chili. Oltre la barriera, delfini, pesci vela, marlin e squali balena.

 

cuba-4Il più grande parco dei Caraibi

L’imbarco è a Cianfuegos o al porticciolo di Jucaro, a 5 ore di navigazione, dove i pescatori sono stati convertiti a custodi del parco, convinti che proteggere il mare e non pescare possa rendere molto di più della pesca stessa. E così è stato, oggi sono i comandanti delle imbarcazioni che navigano nel più grande parco dei Caraibi.

 

Un labirinto di mangrovie

cuba-5La barca avanza in un labirinto di mangrovie abitate da fregate, pellicani, aquile e la jutija, un roditore che si nutre delle foglie. I giochi di luce tra i rami creano decori surrealisti. L’acqua è color smeraldo a Cayo Cinco Balas, a Las doce Leguas, Cayo Alcatraz è colonizzata dalle tartarughe. Mentre le aragoste (con pesca regolamentata) fornite dalle barche dei locali, sono protagoniste dei menu a bordo. Ma anche della grande bouffe del ristorante del Tortuga, l’unico albergo, ancorato in un canale, su una patana, una chiatta, da cui partono tutte le operazioni nella Riserva Marina e a cui si appoggiano le barche per i rifornimenti. Ma Jardines de la Reine non è l’unico spettacolo della natura cubana.

 

Maria La Gorda

cuba-7All’estremo ovest, nella penisola di Guanahacabibes, si raggiunge Maria La Gorda, una spiaggia lunga 10 chilometri, con 50 punti di immersione lungo la barriera. Come El Salon de Maria, dove sembra di essere in un grande acquario. La notte nell’unico spartanissimo albergo, può capitare come è successo a me che una mucca davanti alla porta impedisca di entrare in camera. Con una deviazione di una cinquantina di chilometri su una strada sterrata, tra cactus e mangrovie, si arriva a Cabo de San Antonio, una lingua di terra deserta che si spinge in mare.

 

Antiche città sommerse

cuba-6Nelle acque profonde circa mezzo miglio, si trova una delle più affascinanti antiche città sommerse, scoperta nel 2001 dall’oceanografo russo/canadese Paulina Zelitsky a bordo del vascello di ricerca Ulises. Gli occhi meccanici di un robot hanno immortalato il reticolato urbano che spicca sulla spianata di sabbia bianca, con i muri di granito ad angolo retto, l’ordinato groviglio di strade, vicoli, incroci e piramidi di stile mesoamericano. La leggendaria Atlantide?

Commenti