blog_italiani_in_fuga_australia

L’Australia non me la sono mai cercata. Come nuova residenza estera dopo Stati Uniti, Spagna ed Emirati Arabi, avrei certamente scelto mete meno outback, più gourmet e soprattutto prive di animali letali. L’Australia mi é piombata addosso un piovoso pomeriggio di Novembre quando il mio ragazzo ha annunciato la sua nuova posizione di project manager nella terra dei Canguri.

E visto che la sfiga non é mai abbastanza, non solo finiamo nel Paese in fondo al mondo, ma anche nella città più isolata del pianeta: Perth. Giusto per capirci, la mia città della gioia é New York City, con Dean&DeLuca, Broadway Shows and FashionAvenue. Invece l’amore è cieco e decido si seguire l’amore in capo al mondo. E poi, ricevevo troppi messaggi dall’Universo per non obbedire (accendevo la tv é trasmettevano la filmografia di Nicole Kidman, sintonizzavo Virgin Radio e raccontavano che gli ACDC vengono da Fremantle, sfogliavo il giornale ed ecco un articolo sulla nuova terra promessa). Quindi, che DownUnder sia!

b2ap3_thumbnail_blog-linda-4.jpgCi ho messo sei mesi a raggiungere la mia dolce metà. In questi sei mesi ho dovuto affrontare la prima grande sfida: portarci i nostri due cani. Con tutta la terra inutilizzata che hanno, che fastidio vuoi che diano un addomesticato ma famelico Carlino e un pacifico ma testardo Bulldog Inglese? WRONG! Apparentemente sono creature portatrici di innumerevoli parassiti, potenzialmente capaci di mettere a Kappa-O un intero continente. Per un nano secondo sono stata tentata dal venderli come arma batteriologica per una cifra spropositata alla Corea del Nord, ma sono una sostenitrice di Gandhi e San Francesco, quindi ho scelto ancora una volta l’amore, e ho iniziato l’epopea del quarantena. L’amore é anche stupido!

b2ap3_thumbnail_blog-linda-9.jpgSe mai decideste di trasferirvi in terra australe, preparatevi, portare i vostri animali è un’impresa ardua che richiede pazienza, tenacia e le più sofisticate tecniche zen. Il talento é quello di riuscire far incastrare le precise e severe richieste burocratiche australiane con quelle delle tempistiche italiane. Una sfida di incastri pari a Tetris livello 24. Superati test medici, per i quali al povero Hugo e alla povera Peggy hanno dovuto prelevare tanto di quel sangue che l’avis canina ha pensato di fargli una tessera associativa, e passati i cinque mesi di quarantena in Italia, con un malloppo di documenti ho potuto finalmente imbarcarli tra lacrime e pianti sul volo KoreanAir con scalo a Seul. Sbarcati a Sydney, nulla mi assicurava che non potessero essere rifiutati e rispediti al mittente se non incontravano gli standard richiesti. Ma i miei stoici molossi c’è l’hanno fatta e sono passati al livello tre: la quarantena di 30 giorni. Pensate sia stato traumatico per loro? Non penso proprio! Più traumatico per me se pensavo che il loro soggiorno costava più dell’ostello dove alloggiavo io!!! Con i soldi spesi tra ASL, veterinario, quarantena e voli, potevo prendermi un anno di aspettativa e fare il giro del mondo in barca a vela.

b2ap3_thumbnail_blog-linda-7.jpgMa l’amore non solo è cieco e stupido, non ha neanche prezzo. E la felicità che vedo ad ogni passeggiata in oceano nelle code scodinzolanti dei miei cani, mi ripaga di tutte le fatiche. In quarantena hanno ricevuto cure e attenzioni, la Peggy è tornata magra e ringiovanita che neanche alle terme di San Gimignano. In Australia stanno da Dio: si godono un piacevole backyard, corrono in spiaggia con altri cani felici, passeggiano nei prati dall’erba curatissima, ovunque si trovano sacchettini, pattumiere e ciotole con acqua fresca. Chiaramente, tutto funziona e tutto é regolato dai Ranger (e io sciocca che pensavo fossero un invenzione dell’orso Yogi!). Se i cani abbaiano vengono a bussare e cercano di capire se va tutto bene. Nel caso forniscono anche suggerimenti utili per far crescere il cane in un ambiente sano e rilassante.

Bene, ora che sapete che anche i cani preferiscono l’Australia, aspettate di sentire come se la passa un’italiana

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