Cassis-home

 

La strada scorre solitaria attraverso un paesaggio drammatico, tra picchi di calcare bianco e calanchi di acqua turchese lungo il Cap Canaille, tra Tolone e Marsiglia. Prende il via dalla Route des Crètes, una delle più spettacolari d’Europa, l’itinerario attraverso il Midi francese, sottratto alla speculazione edilizia dal Conservatoire du Littoral, una specie di Wwf. Un “on the road” mediterraneo, in auto, ascoltando gli chansonnier francesi trasmessi da Radio Nostalgie: si attraversano borghi che ricordano la Costa Azzurra degli Anni 50, ci si ferma a mangiare pesce appena pescato, in un cabanon a pelo d’acqua, si scopre la metamorfosi di Marsiglia. E subito dopo, i panorami onirici della Camargue, la grazia delle piazzette e la vivacità di Montpellier, ritornando sul mare a Bouzigues, capitale dell’ostrica mediterranea.

 

Cassis-4Avamposto della mitica D 141, la Route des crètes, appunto, location di spot pubblicitari, è Cassis, poco più di un villaggio di pescatori, con il labirinto delle stradine attorno al porticciolo, le casette seicentesche, le piazzette bomboniera come la Mirabeau. Vale la pena di dedicarle un paio di giorni, soggiornando a Les Roches Blanches, un albergo ricavato in una dimora ottocentesca che mostra i segni del tempo, ma con una location mozzafiato, in riva al mare, le rocce bianche di Cap Canaille e le casette del porticciolo di fronte.

 

Cassis-5Ma il luogo più magico è le Chateau de Cassis, un autentico castello medioevale a picco sul mare mimetizzato nella pietra bionda, residenza di un tycoon che ne fa fatto una maison d’hote unica, inaugurata due anni fa. Volte in mattoni rossi nei saloni, cinque suite una diversa dall’altra, opulente come il Riad Marocain, minimaliste come la Jacui,con camino, terrazze private. Attorno, il giardino di ulivi, arbusti, limoni. Ai piedi, a Anse Corton, un’altra new entry: il ristorante Villa Madie, una meritata stella Michelin, offre eccellenti menu terra mare, crostacei con sella d’agnello alla cipolla bianca delle Cevennes, servite sulla terrazza che degrada verso il mare. Cassis ha voltato pagina verso il turismo. Ma ancora oggi una flotta di una trentina di pescatori prende il largo, rientrando alla sera con le barche cariche di pesce. In vendita alla storica Poissonnerie Laurent sul quai Barthélémy, (tel. +33 442 017 156),  ma anche protagonista dei piatti serviti al ristorante annesso, dalle tovaglie bianche e blu, sulla terrazza. Alle pareti le foto color seppia delle grandi pescate della famiglia, di origine italiana (tel. 0033 442 017 156). Il paesino si anima all’ora dell’aperitivo, di rigore al Café de la Marine, un’istituzione, decorato con fotografie e locandine d’epoca (tel. +33 442 017 609). In una viuzza, il ristorantino Fleur de Thym offre un’indimenticabile millefoglie di filetto e funghi porcini.

 

 

 

Cassis-11Partono da Cassis anche le escursioni in barca che in 45 minuti raggiungono i calanchi. Il calcare cambia sfumatura, a seconda delle ore: giallo al mattino, bianco accecante al sole di mezzogiorno, rosa e viola al tramonto, l’ora più suggestiva quando si interrompe il viavai dei battelli che fanno la spola con i turisti. Port Miou è una gola stretta e lunga, ridossato da tutti i venti, con sorgenti sottomarine di acqua dolce. Sfiora il mare la pineta di Port Pin, En Vau è famoso per l’acqua trasparente, ma il più selvaggio è Sugiton, con le Pierres plates, piattaforme di roccia del massiccio della Grande Chandelle. La barca scivola verso Sormiou, a un miglio e mezzo, ai piedi della parete a picco, illuminato dalla luce rosa dell’alba. È uno dei calanchi più vasti, (600 metri di larghezza su 800 di lunghezza), mare color cobalto in cui si specchiano i piccoli cabanon da pesca.

 

Cassis-10In auto, invece, si imbocca la mitica D 141, location di spot pubblicitari, la Route des crètes, appunto. Tredici chilometri tra rocce e mare lungo il Cap Canaille, belvedere affacciati sulla costa, sull’arcipelago di Riou e su Cassis, si insinuano verso la cima delle falaises Soubeyranes, scolpite in forme stravaganti da secoli di mistral. Alla fine della strada, il Semaphore du Bec de l’Aigle, un faro in una installazione militare. Il profilo aguzzo del capo appare in lontananza contro il cielo azzurro. Qui, nel 1909, Georges Braque dipingeva un piccolo angolo di paradiso, il calanque di Figuerolles.

 

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