Capo-SantAndrea-ok

Un’isola nell’isola, sulla costa nord occidentale dell’Elba, senza notti brave, dove ci si lascia alle spalle il clamore di Portoferraio e Marina di Campo, invase dai turisti. La parola d’ordine di Capo Sant’Andrea è understatement. I pochi famosi che ritornano ogni anno come rondini come l’ambientalista Fulco Pratesi, sono soprattutto appassionati di mare che qui regala emozioni grandiose come l’avvistamento di balene con tanto di sbuffi di vapore acqueo e capodogli, bagni in calette di sabbia bianca finissima color smeraldo incastonate tra falesie di granito dove si vede il fondo anche nei punti più alti. Come la Punta del Cotoncello, una piccola lingua, e la sfilata delle Cote Piane, i sassi lisci, pennellate di rosa al tramonto dove sdraiarsi al cole come lucertole.

Capo-SantAndrea-5-artUn paradiso anche per i sub che inseguono cernie e ricciole attorno allo scoglio delle Formiche, tra le guglie del Careno, sopra il relitto del Pomonte. Dal mare vengono gli ingredienti serviti al ristorante dell’Hotel Cernia dove i proprietari Cristiano Anselmi e Francesca Campagna hanno creato uno straordinario giardino botanico con 500 specie provenienti da tutto il mondo, dai nomi stravaganti come la fejoia o l’uccello del paradiso bianco. Verso Pianosa e Capraia si può navigare per una giornata intera nel cuore del Santuario dei Cetacei a bordo di un Beneteau Oceanis di 50 piedi, skipper, guida e hostess come equipaggio, per otto persone. Con due soste snorkeling su secche ricche di biodiversità marine (www.kikkocharter.it).

 

Capo-SantAndrea-6-artMa il Capo non è solo mare. Nella zona più montuosa dell’Elba, si snoda tra le curve la strada panoramica che arriva in vetta al Monte Perone, spettacolare belvedere affacciato sulle sagome della Capraia e della Corsica. E’ un microcosmo di scorci e panorami selvaggi anche il Monte Capanne dove si scopre il Santuario delle farfalle che ospita 50 specie differenti, alcune esclusive di questa zona. Antiche mulattiere costeggiano ovili abbandonati e resti di insediamenti preistorici. Tra eriche, ciclamini, anemoni e ginestre a perdita d’occhio.

 

Photo Credits: Hotel Ilio (www.hotelilio.com)

 

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