Ogni giorno, all’alba, nella baia dos Golfinhos, si danno appuntamento un migliaio di delfini: si inseguono, sbucano dall’acqua con salti acrobatici, si riproducono,  si riposano. Poi, verso le due, in cerca dei banchi di calamari di cui sono ghiotti.
È uno dei tanti spettacoli che la natura mette in scena nel parco marino dell’arcipelago di Fernando de Noronha, paradiso ecologico a 525 chilometri dalle coste orientali del Brasile, all’altezza di Recife.

Fernando de Noronha

Splendida spiaggia bianca nel parco marino Fernando de Noronha – Foto shutterstock.com

Spiagge bianche come il latte e fondali limpidi come cristallo

Un’isola principale, l’unica abitata, 26 chilometri quadrati di basalto e una ventina di isolotti, emersi da una catena montuosa di 4000 metri che scende a picco nell’oceano.
Sulle spiagge bianche come il latte come Leao, a sud, approdano dalle coste dell’Africa, le tartarughe verdi aruanà spinte dalle correnti, un viaggio di 2600 chilometri che dura sei mesi, le balene arrivano da giugno a ottobre, nelle piscine naturali formate dalle basse maree brulicano pesci multicolori molluschi e crostacei, 15 delle 18 specie di coralli esistenti al mondo colorano i fondali limpidi come cristallo (la visibilità è di 25 metri). Sulla terraferma si scoprono il rarissimo mulungu, una specie d’albero con il tronco coperto di spine,  la gameleira, fico endemico con le radici aeree, uccelli come il rabo de junco  con la lunghissima coda biforcuta, una delle quaranta specie di uccelli.

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Incredibile vita sottomarina in Brasile – Foto shutterstock.com

Fernando de Noronha, uno spettacolo per pochi

Dal 1988, con la creazione del parco marittimo, l’isola è aperta al turismo. Non di massa però: sui turisti, circa 20 mila all’anno e sugli isolani, circa 3000 persone, veglia l’onnipresente direzione del parco che limita il numero dei visitatori a cui si richiede una tassa di soggiorno appena sbarcano nel piccolo aeroporto  dell’isola principale: solo 17 battelli sono autorizzati a navigare nelle acque dell’arcipelago e 3 società subacquee a portarci i clienti. Unici mezzi di trasporto, con motorini e biciclette, le bugue, dune buggy con il  motore dei Maggiolino che corrono sulla sabbia bianca.
Una sola strada attraversa l’isola principale. Qui, attorno al piccolo centro di Vila dos Remedios, sono concentrate quasi 90 posada, contrassegnate con il simbolo da 1 a 3 delfini, aperte negli anni Novanta, quattro o cinque camere, con aria condizionata.

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Tartaruga nel parco marino Fernando de Noronha – Foto shutterstock.com

Ma una delle migliori premiata con tre delfini si affaccia invece sulla splendida baia do Sueste. È la posada Solar dos Ventos di proprietà di un ex maggiore dell’aeronautica, quattro bungalow in legno in mezzo a palme e piante tropicali si aprono sulle veranda arredate con amache. La colazione a base di frutta locale è servita nel grande padiglione in legno. Mentre l’elegante posada Zé Maria, tutta in legno, la miglior tavola dell’isola, frequentata dalla buona società brasiliana, dal capo dello Stato alle star di Rede Globo, la TV nazionale,  è proprio sotto il Morro do Pico, il pan di zucchero vulcanico ricoperto di cespugli verdi di circa 300 metri di altezza. Tutte le posada hanno il loro ristorante dove offrono una buona cucina a base di pesce, maiale e verdure.  Ma eccellenti  aragoste, gamberi, granchi, cucinati da una mamie locale si trovano da Nascimento (Vila de Trinta, tel. 55 81619 1546).

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Veduta di Porcos Bay e Morro Dois Irmaos, parco marino Fernando de Noronha – Foto shutterstock.com

Spugne e coralli

A Ponta de Sapata, all’estremo sud, un’enorme caverna dalle pareti ricoperte di coralli e di spugne è il paradiso dei sub che si appoggiano ai centri diving come Agias Claras (Alameda de Boldro, tel. 55 81619 12259), fondato da un celebre regista di film sottomarini. I surfisti preferiscono Praia do Boldro, bar che servono caipiriha e botteghe artigianali pullulano sulla spiaggia del Cachorro. A pochi metri, Praia da Conceicao battezzata Praia de Italcable per la base telefonica intercontinentale installata dagli italiani 1925. A Praia do Sanchos, una mezzaluna di sabbia dorata racchiusa nella foresta, si arriva attraverso una scala a pioli incastonata nella roccia. Da Caida, nella parte sud est, si raggiunge Pietra Alta lungo un sentiero che tra greggi di pecore e mucche al pascolo: l’altipiano verdissimo si sporge in un precipizio dove nidifica l’uccello del paradiso. Ad Atalaia c’è una bellissima piscina naturale. Di fronte, l’isolotto del Frade punta il suo dito roccioso contro il cielo blu.

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Mare e rocce nel parco marino Fernando de Noronha – Foto shutterstock.com

Il rito dell’arcipelago

Ma nel piccolo arcipelago si conservano anche i resti di sette fortini che proteggevano il luogo. Come il settecentesco Forte de Nossa Senhora dos Remedios, costruito dai portoghesi sopra le rovine di una postazione olandese. Della stessa epoca l’Igreja de Nossa Senora de Los Remedios dalla bella facciata tardo barocca. Dagli spalti del forte di Sao Pedro de Boldrò si consuma invece il rito dell’arcipelago, l’ottima caipirinha sorseggiata quando il sole si tuffa nelle acque blu.

© Sailing & Travel Magazine 2013 – Riproduzione riservata

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