Belize

“Non è sulla strada di niente e non porta a niente” ha scritto Aldous Huxley del Belize, affacciato sul mar dei Caraibi, ai confini con il Messico.

Un luogo new age dove si incontrano colonie di scimmie e tucani nella giungla. Ma i più entusiasti sono i sub. Perché qui c’è la seconda barriera corallina più grande del mondo, dopo l’Australia, 298 chilometri, uno dei luoghi cult per il diving.

L’attrazione fatale è il Great Blue Hole, l’impressionante buco blu di 300 metri, esplorato nel 1970 dall’equipe dell’oceanografo Jacques Cousteau. Al centro di una laguna in cui l’acqua non supera i tre metri. Per immergersi in questo abisso sconfinato, bisogna navigare alla volta di Lighthouse reef, l’atollo più esterno, assistiti dai boy del centro diving. E nuotare tra pareti tappezzate di spugne e gorgonie, colonne di stalattiti, nuvole di pesci variopinti, razze, dentici e innocui squali nutrice.

Avamposto è il Turneffe Island Lodge, in un’isoletta privata a due ore di barca da Belize Island: spiagge bianche, distese di palme attorno ai 12 bungalow. E piatti tradizionali caraibici a base di pesce, cocco e frutti tropicali.

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