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Gli integralisti della fiesta non hanno dubbi. Per  salutare la noche vieja il meglio è l’effervescente Nuba, la discoteca più glam. Si farà l’alba tra menu di pesce serviti nell’elegante ristorante, poi l’orchestra live accompagnerà i balli vintage, languidi mambo e scatenati fox trot. Barcellona è ai piedi del W hotel, lo stupefacente Vela, disegnato da Riccardo Bofill, dove al 26esimo piano è ospitata la discoteca Eclipse, incastonata da vetrate da cui si gode la miglior vista sul porto e sui tetti della città, apprezzata da Robert De Niro, Shakira e Hugh Grant. Colori smaglianti, un grande bancone, qualche divanetto, arredi di luci di Isabel López Vilalta, cocktail eccellenti.

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Di giorno al Pez Vela, il chiringuito sulla spiaggia, si è in dubbio tra calamari alla griglia e paella di mariscos. Un primato conteso al chiringuito Escribà, altro locale pieds dans l’eau che si esibisce anche in paella di pasta. Qui il primo dell’anno è in programma una grande bouffe tutta di pesce, pregiati gamberi di Palamos, calameretti, canolicchi, prosciutto joselito, uno dei migliori del mondo che riveste un soufflè di pane. E naturalmente dolci, (il ristorante è della famiglia Escribà proprietaria della famosa pasticceria art nouveau sulla Rambla).

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Per smaltire gli eccessi si può approfittare dei 200 chilometri di pista ciclabile sul lungomare e sull’avenida Diagonal che attraversa tutta la città. Oppure si sfrutta la Spa dell’Art hotel, davanti all’enorme pesce scultura di Gehry che vanta trattamenti firmati Six Senses come il Tailandese Ancestrale, una combinazione delle migliori tecniche di massaggio orientale o lo Champissage, un massaggio alla testa, al collo e alle spalle con trattamento piedi e mani per migliorare la circolazione.

 Barcelona Gehry fish

All’Arts non bisogna perdersi neppure lo Champagne bar dove si spazia tra 40 nobili etichette di bollicine in uno spazio di specchi e lacche fashion o sulla terrazza che dà sul Mediterraneo. Mentre nel ristorante stellato Michelin firmato da Paco Pérez ci si delizia con  il maialino in salsa. Lungo il mare riconquistato a scapito della sfilata di fabbriche e magazzini e i binari della ferrovia, si ritrovano i profumi di Barceloneta, antico quartiere di pescatori. Mentre il Poblenou è diventato una New York mediterranea fatta di open space, studi fotografici, gallerie d’arte.

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Gli habitué si rifugiano all’hotel Praktik Rambla, piccola oasi di charme con terrazza da ozi orientali, sulla Rambla de Catalunja, ma anche all’Emma della catena Room Mate, nell’elegante quartiere Eixample, arredi aggressivi in stile futurista, colori sgargianti, pareti in bachelite. Si torna indietro nel tempo tra le vecchie piastrelle e il bancone di marmo bianco del Bar Mut, dove tapas saporite si alternano a piatti più elaborati, protagonista il pesce.

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Nei dintorni non si resiste alla tentazione di passeggiare nella  città sdraiata tra il mare e la montagna, avvolta ad ogni ora da una luce dorata che fa venire voglia di vivere in strada, tra le linee curve e i colori psichedelici dei palazzi, le panchine, i lampioni che ricalcano le visioni del modernismo catalano. E il  profilo gotico della basilica di Santa Maria al mar…

 

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