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È l’Harvard dei velisti. Più di 60 anni di storia dedicati a sfidare le sventolate e le correnti dell’oceano, destreggiandosi con maestrìa tra boline e strambate. La scuola di vela Les Glénans, la più prestigiosa d’Europa, nel sud della Bretagna, è nata nel 1947 grazie a 120 ragazzi, in maggioranza ex partigiani, privati del mare durante i cinque interminabili anni della guerra. Il simbolo della proibizione diventa sinonimo di libertà. A tutt’oggi Les Glénans  ha formato di 350 mila soci, tra allievi e istruttori. E il suo Corso di navigazione è definito da sempre la Bibbia dei marinai.

 

Ma un altro plus è la location, l’arcipelago di Glénan, una dozzina di isole e isolotti, quasi tutti deserti, seicentesco rifugio di pirati, grazie alla posizione strategica. Attorno, un mare interno dalle acque trasparenti, (chiamato La Chambre) con spiagge di sabbia bianca e acque turchesi, al largo di Concarneau. Un’enclave polinesiana in Atlantico con tramonti indimenticabili dove non ci sono alberghi, è vietato il campeggio.

 

Da giugno a settembre, imbarcazioni con partenza da Concarneau, Bénodet, Loctudy, Pors-la-Forêt e Beg Meil raggiungono Saint-Nicolas, l’isola principale, dove ha sede la scuola. Le isole si animano con ristoranti, un centro di immersioni. Una distesa di narcisi bianchi e inodori, alti quasi mezzo metro, specie endemica in estinzione negli anni Cinquanta, ricopre  la riserva naturale di Saint Nicolas, l’isola principale.

Ma il must è arrivare qui in barca a vela propria o a noleggio. Prendendo il largo dalla marina di Concarneau, ormeggiando per la notte a La Pie (facile, tenendo d’occhio però il vento del nord, tra l’isola di St Nicolas e l’isola di Bananec. Ma anche La Chambre, spettacolare, l’Anse du Phare, ottocentesco, che domina l’isola di Penfret, l’ormeggio più vicino a Concarneau e Posmar (situato sull’altra costa di Penfret). Senza sottovalutare le rocce isolate, come la Tête de Mort, tristemente famoso per aver causato numerosi naufragi.

 

Di giorno si naviga verso le isole di Drennec, Fort Cicogne che deve il nome non all’uccello, ma al bretone Seiz Kogn che significa sette angoli, in cui spicca il forte costruito nel 1756 per impedire l’avvicinamento dei pirati inglesi, oggi affittato alla scuola di vela. Per saperne di più: Le cercle de mer-Histoire des iles de Glénan di Guéguen e Le Maitre edito da Presses de l’Imprimerie Régionale de Bannalec. 

 

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