Nell’isola più orientale delle Cicladi, ci si perde nei borghi imbiancati a calce di Tholaria o di Chora, si gusta un ouzo da O’Prekas, a Katapola, nel secolo scorso rifugio di marinai vagabondi, si visita il Monastero di Hosoviotissa, a picco sulla scogliera.
Ma la grande attrazione è il mare. Da scoprire a Muros, una mezzaluna di ciottoli con l’acqua cristallina o a Kalotaritissa, racchiusa come un’immensa piscina naturale tra lingue di sabbia candida, davanti all’isoletta di Gramvoussa. Gli habitué, irriducibili nonostante le molte ore di traghetto dal Pireo, non si perdono la cala di Aghios Pavlos, dove si sente solo il rumore del mare e lo scampanio delle mucche. Il pesce freschissimo è assicurato alla taverna Vitsentzos, a Katapola, sotto un albero secolare. Le notti sono magiche da Uranos (doppia da 80 euro), piccolo feudo inglese nel villaggio di Potamos, una grande casa bianca con finestre turchesi affacciata sul tramonto.

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