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«Quando uno va a Genova è ogni volta come se fosse riuscito a evadere da sé», così scrive Nietzsche in una lettera del 1888. Ed è ancora così che ci si può sentire adesso. Ci sono tre modi per evadere da sé a Genova. 

 

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Il primo è visitare la città da turista e girare la zona del Porto Antico, restaurata da Renzo Piano; l’Acquario e la Biosfera; e Galata, il museo del mare. Tutto organizzato, tutto a portata di mano, inclusi escursioni in battello, percorsi didattici, culturali, gastronomici; qui tutto hai il suo prezzo (a meno che non si usino i punti dell’Esselunga per l’acquisto dei biglietti per l’Acquario e la Biosfera!).

 

genova-4Il secondo approccio alla città è nel contatto con la sua anima nobile ed eterea, così da apprezzare l’atmosfera regale dei palazzi dei Rolli, chiamati così perché le più belle residenze del tempo erano sorteggiate in liste ufficiali, i rolli, appunto, per ospitare le visite di Stato. Tra gli oltre cento palazzi, ben  42 sono Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2006, tra cui il Palazzo Reale, Palazzo Spinola, Palazzo Rosso, Palazzo Bianco. Durante i Rolli Days, gli edifici storici e i giardini si possono visitare gratuitamente.

 

genova-8Il terzo modo di evadere  è quello più particolare e materiale: nei caruggi, in cui il termine evasione acquista anche un altro significato, dato che qui in tempi non troppo lontani si concentrava la malavita del porto tra le botteghe e i negozi di frutta e verdura. Strade strettissime, pavimentazione dissestata, panni stesi in cielo, prostitute seminascoste , vicoli che finiscono nel nulla, timpani del Quattrocento, botteghe etniche, palazzi di sei piani orgogliosamente senza ascensore: continui contrasti, le vie buie e a volte sporche e poi inaspettata e dal nulla la chiesa gotica di San Bernardo. Sembra che sia appena finita una guerra, di notte poi è una esperienza da provare, per quanto chi ci abita dica che è tutto molto sicuro. Via di Prè è il nome del caruggio più conosciuto. Ed è qui, tra questi angusti budelli, che si trovano i migliori stimoli culinari: dalle focacce alla farinata, fino ai dolcetti arabi al miele. Pesce fritto, cuculli e frisceu, pastella con verdure, panissa, pigneu. Tutto da provare senza ritegno alcuno, camminando, commentando, godendo di una zona magica della città. 

 

genova-5Per mangiare alla grande, spendendo tra i 10 e i 30 euro, le trattorie sono sempre la scelta più soddisfacente, bisogna ricordare in alcune non si può prenotare e alcune non hanno neppure l’insegna! Vicino alla Antica Barberia Giacalone, una bottega storica in stile Liberty,  a qualche minuto di camminata dal Porto Antico, la Trattoria della Ribetta è un’istituzione per i genovesi e una certezza per i turisti. Cucina tradizionale: la frittura di pesce non mente e i consigli sul piatto del giorno sono perfetti. La trattoria Sa Pesta, antico deposito del sale, è famosa  per la farinata e le torte di verdure. Ci si può mangiare solo a pranzo e nel menù tipicamente genovese, ci sono trofie al pesto, acciughe ripiene, zemino di ceci. Mangiabuono è in Vico Vegetti 3: niente prenotazione, niente insegna! Ottima cucina tradizionale, locale piccolo e qualche tavolo sulla strada. Perfetto stile ligure, menu scritto a mano. Acciughe fritte provate, buonissime.

 

genova-6Bancone in vista, muro da sempre piastrellato bianco, l’Antica Friggitoria Carega, è in via Sottoripa dal 1942. Qui si ordina e si mangia per strada, sedersi non è semplicissimo. Ma non si resiste all’invito offerto da fritti misti di pesce, baccalà in pastella, cuculli e frisceu, pizze e farinate, pesce in umido. Bellissima la foto di De Andrè con il figlio, davanti al bancone, dentro il locale. Prezzo medio: 10 euro di felicità. Alla Trattoria dell’Acciughetta, il menù cambia tutti i giorni perché i piatti sono cucinati con ingredienti sempre freschi, comprati nei mercati del sestriere. le acciughe sono sante o a braccetto, fritte, marinate.  Tra i primi i ravioli Presidio Slow Food al tocco genovese e le trofie  integrali “all’Acciughetta”. L’atmosfera è piacevole sin da quando si entra nel locale.

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