Ora che la temuta tappa dei mari del sud è finita, possiamo finalmente tirare un piccolo sospiro di sollievo.

 

La flotta dei Volvo 65 ha percorso la Auckland-Itajai in condizioni sicuramente degne della fama della tappa e di Capo Horn. Bilancio: un disalberamento (dei franco-cinesi), numerosi impatti dei timoni con pesci di grossa taglia che per fortuna non hanno causato danni seri e un po’ di piccoli danni qua e là sostanzialmente causati da strambate involontarie, straorze ecc ecc. Insomma, normali conseguenze di barche spinte al massimo con vento forte.

 

Il disalberamento di DongFeng è stato dovuto a cause “naturali” ovvero come conseguenza della navigazione e delle condizioni meteo, mentre fortunatamente non si è ripetuta la strage di scafi come nella scorsa edizione, quando Sanya ed Abu Dhabi arrivarono ad Itajai in cargo, Telefonica dovette fermarsi a Capo Horn a rifare la prua e Camper a Puerto Mont per riparare le strutture interne.

 

Per quanto riguarda Itajai, l’accoglienza dei brasiliani è come sempre calda e coinvolta, anche se durante la settimana è necessario adeguarsi ai loro orari: fino a mezzogiorno non c’è nessuno, poi iniziano i bambini e i ragazzini delle scuole, infine nel pomeriggio arrivano finalmente gli adulti e per le sette di sera è pienone. In una parola? Bello!

 

Photo Credit: © Francisco Vignale / MAPFRE / Volvo Ocean Race

 

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