Sento spesso commenti critici nei confronti del one design nella prossima Volvo Ocean Race, e in particolare il tema che va per la maggiore pare essere che “la qualità costruttiva sarà mediocre perché non controllata direttamente dai team”. Per ribattere potrei spiegare i metodi costruttivi prescelti, elencare i curriculum dei singoli boatbuilders, ecc. Tuttavia c’è un aspetto meno noto ma probabilmente risolutivo di questa diatriba.

 

Per contratto, il costruttore (Green Marine e gli altri membri del consorzio) garantisce le imbarcazioni per DUE EDIZIONI DEL GIRO DEL MONDO! Un vincolo del genere lo può firmare un pazzo, uno che sa di chiudere baracca alla fine della costruzione. Oppure uno consapevole delle cure e delle scelte impiegate nel costruire le barche.

Questo non vuol dire che le barche non avranno avarie, ma subiranno rotture anche questa volta come qualunque bicicletta da downhill lanciata giù da una montagna in cui il “pilota” decide di superare i limiti ad ogni discesa. E’ un dato di fatto che per loro stessa natura le competizioni spingano i limiti sempre oltre, quindi maggiore è la confidenza nella barca e maggiore sarà il piano velico che l’equipaggio spingerà in una data condizione. Non si arriverà mai alla barca infrangibile perché alla prima occasione l’equipaggio farà quel qualcosa in più che sarà fatale per un componente, una vela o una struttura.

Quello che personalmente posso garantire al di là dei vincoli contrattuali del costruttore è che su questi nuovi Volvo Ocean 65 tutte le azioni di prevenzione, analisi e controllo della qualità sono state perseguite a livello manicale. Tutte le non conformità sono registrate, discusse e riparate se ritenuto opportuno dal progettista e dal capo commessa.

www.qicomposites.com

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