Nel 1994-95 quando bisognava scegliere lo skiff olimpico si susseguivano le epigrafi delle derive e dei loro sostenitori. Siete superati, vecchi, lenti si diceva (ed io ero tra quelli che lo dicevano), il futuro è il doppio trapezio, il gennaker e la velocità senza compromessi. 

Bene, sono passati quasi 20 anni e sui siti di annunci ci sono in vendita gli ultimi skiff di quella generazione a prezzi talmente bassi che non ci si comprano neanche le vele, mentre le regate nazionali ormai raccolgono a malapena una decina di equipaggi. 

 

Vi faccio qualche esempio:

Campionato italiano giovanile della barca Flinstones, classe 420: 94 barche

Campionato italiano giovanile della barca Facebook Generation, classe 29er: 6 barche

Campionato mondiale della barca Flinstones, classe Contender: 174 barche

Campionato mondiale della barca Facebook Generation, classe Done: 35 barche

Ora, non sono cieco e so che accanto a tanti insuccessi ci sono dei risultati strabilianti come il flying moth ed il classe A, dove la tecnologia ha permesso delle prestazioni impensabili e meravigliose per tutte quelle persone che amano la velocità e hanno tempo e voglia di mettersi in gioco con nuove sfide. Voglio solo spingere a piantarla di classificare Flinstones o Facebook Generation le persone che amano la vela: sono categorie idiote.

A mio avviso si tratta sempre di vela e ciascuno sceglie quella che meglio si addice alle proprie condizioni non solo economiche e fisiche ma anche meteo. Per esempio e’ inutile comprare un flying moth in un posto con due metri di risacca fissi o meno di cinque nodi di vento. I dati delle regate in genere e quelle descritte qui in cima riassumono che indipendentemente dall’etichetta che si vorrebbe attribuire alle varie classi, la gran parte della gente va in barca su quello che le pare… PER FORTUNA.

www.qicomposites.com

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