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Pare che, al primo rinforzo d’aria, il timoniere avesse intimato al tailer: «se lo fai sgonfiare ti @%##§§!». In effetti, come si vede, lo spi, al momento dell’ingavonata, è ancora bello gonfio. Testimonianze di bordo parlano di velocità, al momento del tuffo, di 18-20 nodi. I danni furono contenuti: un candeliere e i pulpiti di prua e di poppa. Si ritirarono dalla prova solo quando, dopo aver provato il recupero a vela, dovettero accendere il motore per raccogliere i membri dell’equipaggio finiti in acqua. Riuscirono comunque, a fine campionato, a vincere la loro classe in CHS. Questa stessa barca barca fu poi acquistata e portata in Italia dal velista e velaio Beppe Zaoli e ribattezzata Silk II Paul & Shark.

 

Foto da copertina e prestazioni

La foto che pubblichiamo e tutta la sequenza dell’ingavonata furono realizzate da un fotografo di Beken of Cowes e il mensile inglese Yachting World gli dedicò la copertina del numero di ottobre 1996. Nota a margine, il Sydney 41′ è molto probabilmente la più vittoriosa barca di serie (tre giorni dopo il varo del primo esemplare) vinse la 50a Sydney-Hobart, ha conquistato una Fastnet Race, ha chiuso al primo e secondo posto overall la Cowes Week e alla Cork Week del 1996, ai primi tre posti overall c’erano tre esemplari di questa barca. E pensare che fu progettata da Ian Murray con l’idea di privilegiare le prestazioni al rating…

 

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