Dire che con una sola occhiata dalla dovuta distanza, si possono abbracciare una quarantina di yacht dal maxi in su, è dir poco. Ci sono tutti i gioielli galleggianti in circolazione, Wally, Baltic, Vitters, una quantità pazzesca di custom vari con alberi dall’altezza spaventosa, tutti accatastati lungo le due banchine del porto principale di Palma, oppure circondate da ponteggi nell’enorme piazzale del cantiere STP. 

 

Solo cinque anni fa, questo scalo già famoso per l’inverno, era grosso la metà; l’altra metà era destinata a pescherecci, traghetti e mezzi commerciali. Oggi, invece, molte barche non trovano più posto a terra e devono persino farsi costruire delle capanne galleggianti che le sovrastano completamente per poter svolgere normali lavori di manutenzione. Anche se, una volta passata la taglia dei 100 piedi, qualunque lavoro diventa straordinario, se non altro per i costi! Parlando con uno skipper che ha appena terminato un modesto refitting su di un 110 a vela, scopro che l’anno scorso ha speso 2,5 milioni di euro…..il giro d’affari legato ai mega yacht è enorme e non teme crisi, peccato che molte delle barche attualmente a Palma si trovassero tra Viareggio ed Antibes 8-10 anni fa!

 

b2ap3_thumbnail_Palma-de-Mallorca-porto-2.jpgIl businnes locale è chiaramente in mano al mondo anglosassone, per non dire esattamente inglese dato che da lassù vengono il grosso degli equipaggi, skipper e fornitori di servizi vari per arrivare ad avere persino la “British Laundry”, con tanto di Union Jack sul furgone che si prende cura del lavaggio delle inglesissime lenzuola degli yacht più ortodossi della banchina. Questo modo di offrire, agli armatori e loro skipper, in un luogo in cui posso essere prestati tutti i possibili servizi tramite ditte qualificate, va sicuramente preso ad esempio. Per quanto possa essere costoso, pare che la comodità di avere tutto, subito e in maniera ben fatta non tema nulla!

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