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Il paradiso dei velisti al profumo di frangipane

bvi-body-1Niente tè, ma planter’s, l’aperitivo a base di rum, frutta tropicale a colazione, musiche di steel band, profumi di frangipane nelle calette deserte, giganteschi i fiori, calda e umida l’aria, a piedi nudi gli skipper: le rotte sono quelle dei pirati, come il baronetto Francis Drake e capitan Kid che scorrazzarono per anni da queste parti. Un paradiso per i velisti che trovano un’infinità di ridossi sicuri, venti costanti che soffiano a 20, 25 nodi da nordest, marina attrezzati, negozi riforniti per fare cambusa. E un mare straordinario, museo all’aperto dai colori intensi e fondali adatti anche a immersioni dei principianti. Il clima è piacevole anche in piena estate: i rain squalls, gli scrosci d’acqua tipici del Caribe, durano pochi minuti e lasciano l’aria fresca.

 

Prima tappa: Beef Island, Tortola

bvi-body-2Quasi tutte le isole si affacciano sul Francis Drake Channel, il canale lungo una trentina di miglia. Eleganti ketch e sloop delle compagnie di charter prendono il largo dalle basi di Road Town a Tortola per raggiungere le isolette e i cays, una cinquantina, a poche miglia l’uno dall’altro. Prima tappa l’isolotto di Beef Island, a Tortola, dove i pirati facevano razzia delle mucche al pascolo. Finché la proprietaria, indossati i vecchi merletti, li invitò per una tazza di tè, all’arsenico, naturalmente. Marina Cay, poche case dal tetto rosso, è il ritrovo tradizionale dei velisti che scendono al Captain’s Table, il ristorante in riva al mare, per un’insalata di mare.

 

Norman Island è L’Isola del Tesoro di Stevenson

bvi-body-3Giganteschi pinnacoli di roccia segnalano Norman Island, abitata solo da uccelli e qualche capra, a cui si è ispirato Robert Louis Stevenson per L’isola del tesoro. Si dà ancora a The Bligh, l’unico vero porto naturale, ben ridossato dagli alisei, circondato da colline abbastanza alte da nascondere gli alberi delle navi. Con il tender si raggiunge la spiaggia contornata di mangrovie.

 

Deadman’s beach e Salt Island tra resort e immersioni…

bvi-body-4Navigando verso est si incontra Peter Island, con la celebre Deadman’s beach,  isola resort che ospita uno degli alberghi più esclusivi del mondo. Nemmeno un’ora di navigazione e appare il profilo di Salt Island che rifornisce di sale l’arcipelago. Ma l’isoletta è soprattutto meta di subacquei di tutto il mondo che si immergono a 30 metri di profondità attorno al relitto del Rhone, la nave inglese a vapore lunga 100 metri spinta contro le rocce durante una tempesta nel 1867: oggi è un’esplosione di gorgonie e coralli.

 

Dove la sabbia è zucchero a velo e i pesci nuvole colorate

A Virgin Gorda, non bisogna perdersi l’ormeggio nel turchese intenso di The Baths, una collezione di spiaggette dalla sabbia fine come zucchero a velo, dove spuntano qua e là massi giganteschi tra specchi d’acqua trasparente. Risalendo la costa verso Spanish Town, la città principale, si scoprono Spring Bay e Trunk Bay, fantastico approdo nelle notti di luna piena davanti al grande palmeto. Il must? Le Dog Islands, una manciata di cays, dove gettar l’ancora per un’intera giornata, inseguendo nuvole di pesci colorati.

 

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